IO SONO UN DIO GELOSO

Pino Landi

 

 

Tratto dall'Apocrifo di Giovanni( parla il Demiurgo):

 egli disse: "Io sono un Dio geloso, e non c'è altro Dio fuori di me" Ma con questa dichiarazione lasciava intendere agli angeli.. che esiste pure un altro Dio; se infatti non ce ne fosse un altro di chi sarebbe geloso ? ... Alllora la madre inizò a essere afflitta.

 

 

Gran parte dei testi gnostici utilizzano immagini vivide e nette; parole che alla mente paiono quantomeno strane ma entrano in fondo suscitano impressioni potenti; concetti che la logica non comprende ma che accendono connessioni con qualcosa che da sempre sappiamo;  personaggi mitici protagonisti da sempre nel mondo interiore dell’uomo.

Il Demiurgo è un dio minore e minorato, quintessenza della limitazione, della menzogna, personificazione delle forze contrarie alla reintegrazione, perché al totale riassorbimento del piano dei fenomeni e della materia nella propria Radice non avrà più motivo di esistenza quell’Artefice della separazione.

Il Demiurgo nella sua ignoranza arrogante non si rende conto del suo peccato abissale: il credere e sentire reale la separatezza, che lui ha creato e voluto. Egli procede, coerente nella propria specificità esistenziale, ribadendo la propria personalità separata e gelosa di ciò che è fuori dal suo controllo e potere; così di fatto riconosce legittimità, esistenza a ciò che vuole negare. E’ la medesima dinamica in cui si avvita il sedicente ateo che bestemmia. La Madre personificazione dell’energia fattiva, responsabile del creatore della creazione, non può fare a meno di amare la sua creatura, inizia ad essere afflitta. La speranza è in quell’inizio di afflizione…

In una lettura da “praticante” i personaggi mitici proposti altro non sono che parti del vissuto interiore. Proiettare il Demiurgo in una dimensione esterna lo rende invincibile, perché il mondo esterno è la sua creazione, fatta a sua immagine e somiglianza, ed in quella creazione è effettivamente onnipotente.

Chi crea in ogni istante il mondo esteriore è l’uomo stesso, la capacità creativa è dell’uomo, e nelle propria creazione l’uomo porta il livello di coscienza in cui è attestato. Il Demiurgo ignorante, pasticcione ed imperfetto,  è nell’uomo la porzione psichica ignorante, impura, disintegrata in mille parti, che crea la visione della realtà, che si trova ad attraversare con la propria vita, ed con questa porzione che l’uomo percepisce come stabile, vera ed unica una realtà che invece è falsa, mortale, imperfetta, multiforme e cangiante.

E’ l’uomo che non riconosce il proprio essere, in perfetta unione con il Tutto, l’uomo è ubriaco del divenire, perché di questo divenire si sente artefice, mentre in realtà non ha libertà su nulla di ciò che gli accade, come un addormentato non determina nulla dei propri sogni.

E’ l’uomo che non vede altro che la propria separatezza, però nel contempo è geloso di quanto intuisce oltre e trascendente, come un individuo divenuto cieco che non ha coscienza della propria attuale condizione, e  nega che si possa vedere alcunché, ma la rimembranza di ciò che è stato lo fa dire invidioso di ciò che potrebbe essere.

La rimembranza è collegata ad un’altra porzione psichica, la Madre, che all’invidia, energia mal utilizzata da una pulsione inconscia egoica, sostituisce l’afflizione. Quella parte interiore dell’uomo che inizia a provare afflizione, gli consente di accogliere un barlume di conoscenza, induce un cambiamento di percezione, volge l’energia verso l’amore, intesa come forza della visione unitaria, del processo di integrazione delle parti scisse.

Il praticante è colui che ha iniziato ad essere afflitto dalla propria condizione esistenziale e quindi ha iniziato a procedere su una via di trasformazione interiore. Ha conosciuto il Demiurgo in sé stesso e su questo terreno ha compreso che può essere battuto; ha intuito, o percepito, o riconosciuto in se un centro, il Cristo interiore, la scintilla Divina, attorno a cui raccogliere  ed integrare in una Luce di Conoscenza tutte le parti disgregate e separate…Togliendo a quelle parti ogni potere di suggestione e coazione e quindi iniziando così una battaglia di libertà…

 

Prima pubblicazione sulla rivista Abraxas numero 1, ( ABRAXAS numero 1 )

 

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