SAVITRI  E  SATYAVAN

( come la Principessa Savitri con la sua conoscenza  salvò da Yama, il dio della morte ,il marito Satyavan ) – Mahabharata ( Vana Parva)

Traduzione di Massimo Taddei

 

Ashwapati , il re di Madras, era  molto pio  e religioso. Serviva sempre  i  brahmana  , era  molto  spirituale  e fermo nell’esperire  i  suoi  doveri. Controllava  i sensi ,  non mancava di  eseguire  i  riti, e lavorava al  fine del  benessere di  tutti  i  suoi  sudditi  e di  tutte le creature  , per sua natura spontanea .  Il migliore fra coloro  che donano,  competente nel  suo lavoro  di  legislatore,  era adorato  sia dai  residenti  della città sia da coloro  che vivevano nelle campagne del  regno.  E comunque  questo  re, perdonativo  e veritiero , benché sposato non aveva figli  e ciò una volta divenuto  anziano   lo  disturbava.

Quindi  al  fine di  avere bambini, il re decise di praticare austerità di  vita  e ascesi  al fine di  annullare gli  effetti  di  qualsiasi  errore , peccato  egli  avesse commesso in passato  e fosse parte del  suo  deposito  karmico  e   che  potesse risultare la causa della sua attuale mancanza di  figli.

Con un voto deciso iniziò a mangiare  pochissimo,  osservare astinenza sessuale,  e tenere sotto  controllo i  sensi con  dolcezza e amore. Assenza di nuocenza era la sua vita. In più , giornalmente offriva  diecimila oblazioni  nel  fuoco sacro , cantava mantra  in  onore della dea Savitri  , e mangiava  moderatamente alla sesta  ora.

 

Dopo che  il  re ebbe osservato  questo  voto  per diciotto  anni  , durante  uno  dei  sacrifici  la dea Savitri ( moglie di Brahma detta anche Saraswati dea della conoscenza)  apparve  dal  fuoco  e disse : “ Ashwapati ,  sono stata molto  compiaciuta  dalla tua astinenza, purezza, autocontrollo, osservanza dei  voti , e da tutti i tuoi  sforzi e adorazioni. Quindi  senza violare  il  codice della correttezza  , come preferisci  che  io  ti possa  benedire?  “ O dea ti prego benedicimi  attraverso  molti  figli  che  possano  essere adeguati alla mia dinastia . Dato che  i  brahmana   mi hanno  detto  che   c’è un notevole merito  nell’avere bambini.”

 

“ Dato  che  io  conoscevo  già i tuoi  desideri   ho  già parlato  con  il Signore Brahma  circa ciò.

Grazie al  suo favore, tu presto  avrai una figlia  di grande  potenza.”

 

“ Una figlia ? “ Pensò il re , abbastanza deluso. “ Conoscevo  che  tu  volevi un  figlio maschio , ma il Signore Brahma  mi  ha chiesto  di  riferirti  di  non rispondermi  adesso .  Capirai in  futuro.” –

“ D’accordo”  replicò il re. La dea Savitri scomparve  e  il  re rientrò in città.

 

Poco dopo  la sua anziana e virtuosa regina , la principessa di  Malava  divenne incinta  e  successivamente diede alla luce  una figlia. In onore della dea Savitri  la bambina  fu  cosi  chiamata. Quando crebbe  raggiunse la pubertà  aveva una pelle dorata  , faccia bellissima , vita snella e ampi fianchi. Sembrava Lakshmi la dea della prosperità in persona   e quando la gente la guardava pensava seriamente di essere stata visitata da una dea. Il suo splendore spirituale , forza e bellezza erano così sovrastanti i possibili aspiranti , che si sentivano  ineguali  e inadeguati a lei  che rifiutavano di prendere  l’iniziativa di  chiederle la mano. Un giorno  , quando la luna cambia  la sua fase, , Savitri osservò il solito  rito: non mangiò cibo, si bagnò la testa, si recò davanti agli  dei  di famiglia , fece  in modo  che  i  brahmana celebrassero  la cerimonia   e offrissero oblazioni nel  fuoco.  Prendendo i  fiori   che erano  stati offerti  al Signore  procedette verso  suo padre che guarda caso  era  insieme ai  suoi  consiglieri.  Là si chinò ai  suoi piedi , gli offrì i fiori  e con le mani giunte stette  di  fronte a lui . Come  il re la vide notò che era  oramai in  età da matrimonio.

Ma dato che  nessun uomo  aveva cercata la sua mano  questo lo rattristò   un pochino.

“ Figlia mia” disse , “ è tempo  per te di  sposarti ma nessun uomo   ha chiesto  di  essere tuo sposo. Quindi  è meglio per te cominciare a cercare  un marito. Le sue qualità ovviamente devono  essere uguali  alle tue. Scegli un uomo  verso il quale ti  senti molto  attratta  . Quando lo trovi  fammi sapere. Se dopo le dovute considerazioni  io penso  che sia adatto  sicuramente  io  te  lo  accorderò.

I brahmana dicono  che  il padre  che  non consente  alla figlia di maritarsi  sarà disgraziato, il marito che non conosce la  moglie nel  suo momento propizio, e  il figlio maschio che  non  protegge la madre vedova saranno disgraziati.  Ma ricorda . Quando  agisci nella ricerca  di un marito  fallo  nel modo in  cui  gli dei non  disapprovano.”  Dopo che  il  re   ebbe  istruito gli attendenti  di  accompagnare  sua  figlia Savitri , essa gli offrì i suoi rispetti  e adeguatamente lasciò il palazzo. Insieme ai più anziani  dei  consiglieri  del padre montò un veicolo  e il guidatore la condusse  in un sacro luogo ove vivevano  dei rishi  ( saggi ). Là ella adorò i piedi  dei  saggi  e vagando nella splendida foresta  distribuì regali  ai  brahmana.  Un po’ di tempo dopo Savitri ritornò a palazzo. Si recò  alla  corte del padre  e vide che stava conversando  con il  grande saggio  Narada ( figlio  di  Brahma stesso)  . Lì approcciò rispettosamente  e Narada disse al  re: “ dove va tua figlia ?  e da dove viene ? E’ in età da marito , così perché non ottieni un  marito per lei ? “

“ Tale  è il motivo  per cui l’ho inviata fuori    , a trovare  uno  sposo”  Il re si  rivolse a Savitri .

“ adesso  parlami  dell’uomo che hai  scelto”.

 

Savitri  replicò: “  C’è stato un re giusto fra  la gente  Shalwa chiamato  Dyumatsena. Ma dopo un  certo  tempo   divenne cieco.  Poi, uno dei  suoi precedenti nemici, prendendo vantaggio  di  questa debolezza del  re, gli  sottrasse  il regno.  Dopo ciò il re  insieme alla moglie  e i suoi  figli  lasciò   e si  ritirò  a vivere nella foresta  , fece dei  voti ,  praticò ascesi . Suo figlio  adesso  è un giovane uomo  e  adatto  a divenire  mio marito. Io ho  scelto lui nel mio  cuore come  mio  signore. “  Narada si  voltò  verso il re “ Ma questo è veramente una disgrazia !  Savitri  ha fatto una scelta sbagliata . “   -  “ Sbagliata ? “ -  “ Si. Il giovane a cui  lei  si  riferisce  si chiama Satyavan .

( personificazione della verità) – Egli ha eccezionali  qualità  . Sia la madre che  il padre  sono  al massimo  veritieri. Questo è il motivo  per  cui i  brahmana  lo  chiamarono  Satyavan.”  -

“ E’ egli attivo, , intelligente, perdonativo, caritatevole e  coraggioso? ” – Narada continuò “ La sua energia  è  come quella del sole , la saggezza come quella di Brhaspati,  il suo coraggio  come   quello del re degli  dei, e la sua compassione  come quella della Terra.” –

“ Ma è generoso  e dona con  facilità ciò che gli  capita fra le mani  ai  brahmana ? E’ bello , non egoista,  e sbalorditivo  al  solo  guardarlo ? “  - “ Nel donare  è come re Rantideva, che nutrì innumerevoli mendicanti.  Nella  qualità  del  suo  affidamento e della devozione   ai  brahmana  

egli assomiglia a Re Shivi  , che  offrì il suo  stesso corpo  come sacrificio per proteggere  una colomba  da un falco.  In assenza di  egoismo assomiglia a Re Yayati  , in bellezza alla  luna, luce dolce ma tenera , e nell’aspetto  estetico  è attraente come gli Ashwini ( gli dei  della medicina ayurvedica  ,  della salute  ,  della bellezza) .  Controlla  i  sensi  ed  è umile , coraggioso  e veritiero . Con passione controllata  è  dedito  agli amici , privo  naturalmente di odio, non presuntuoso  e  perdonativo  con  tutti . I grandi  saggi  dicono  che  il  suo  comportamento è  del  tutto  sempre appropriato  e  il suo onore e reputazione stabiliti   solidamente.” – “ Si , queste sono le sue qualità , disse  il re,  ma che cosa   a  proposito  dei  suoi  difetti? Non ne ha ? “ 

“ Ha  un  solo  difetto che sovrasta tutte le sue virtù.” Ashwapati si interrogava su  cosa  potesse essere. “ E’ questo “ disse Narada “ In un anno  da  oggi  - Satyavan  morirà”. Il re si  volse verso Savitri. “ Bene figlia mia, hai  sentito  cosa ha detto il saggio. Sarà meglio per te  scegliere  un  altro uomo.”

Ma Savitri  replicò: “ La morte viene  una volta sola  così come  una figlia viene concessa  una volta sola ! E una persona  può , riferendosi  ad  una cosa regalarla  una volta sola.  Solo una volta questi  eventi  possono  accadere.  Analogamente  sia la vita di Satyavan lunga  o  corta  , virtuosa  o  maligna,  io sceglierò il mio  uomo solo una volta  . E io lo ho  già fatto.”

Narada disse : “ Re  , la mente di  tua figlia  è  ferma. E’ impossibile dissuaderla  da questo  virtuoso  corso .  E credimi  nessuno ha  virtù così limpide come Satyavan , io  approvo  questo matrimonio.”  -  “ Farò come dici” replicò il re “ dato  che sei il mio  guru” .

“ Possa il matrimonio  di Savitri  essere  sereno  e  possiate voi  tutti  essere benedetti. Addio.” Disse Narada e  se ne dipartì  per  i luoghi paradisiaci. Il re quindi procedette nell’organizzazione  dell’evento.  Convocò tutti  i  brahmana anziani  con i loro assistenti. . Poi un  giorno  favorevole astrologicamente,  lui, Savitri,  e  i  brahmana partirono per  l’eremitaggio  di  Dyumatsena , il padre di Satyavan. Quando  arrivarono,  approcciarono l’intelligente ma cieco saggio di  stirpe reale, che era seduto su un giaciglio di  erba sacra kusha  sotto  un  albero  sal. Dopo  avere adeguatamente  offerto i propri omaggi  il re Ashwapati si presentò. Dyumatsena,  a sua volta, offrì al re  arghya ( acqua, latte, erba kusha, riso, erba durva, legno di  sandalo, e fiori) , così come  una sedia e  una mucca. “ Qual è il motivo  della tua visita? “  chiese.

“ Dyumatsena, questa  è la mia amabile figlia , Savitri. Vorrei  che tu  la accettasi  da me  come tua  nuora. “  - “ Ma  noi  siamo  stati spossessati  del  nostro  regno. Questo è il motivo per cui noi  viviamo  qui.  Le  nostre  vite consistono  nel  praticare ascesi per acquisire virtù. Come potrebbe la tua nobile figlia portare  il peso  di una simile vita? “ – “ Mia figlia ed  io  sappiamo  bene che  felicità  e sofferenza  vanno  e vengono. Quindi le tue  parole sono non del  tutto  esatte . Sono venuto  qui  con la mente già predisposta  e  in  base ad amicizia sincera ti ho offerto  la mia obbedienza  pertanto  non  demolire le  mie aspettative. Noi siamo  simili in  rango – siamo  re-  e fatti per allearsi. Quindi  ti prego  accetta mia figlia come  nuora  e  moglie di  tuo  figlio.”

Dyumatsena riconsiderò : “ nel passato  ho desiderato avere  una alleanza con te . Ma ho  esitato. Dopo di  che  il regno  mi   è  stato  sottratto. Così lascia che  il mio originario  desiderio  venga esaudito  adesso . Tu sei del  tutto  il più benvenuto  dei  visitatori. “ – I due re chiamarono  tutti i brahmana  che vivevano nei ritiri del circondario  e con  gli  adeguati rituali  il matrimonio fu  celebrato. Ashwapati dotò  Savitri  di  giusto  abbigliamento  e  ornamenti  e poi se ne ripartì felicemente per  il suo palazzo. Anche Satyavan e Savitri  erano  a  loro  volta felici , lui in quanto aveva  ottenuto una moglie che aveva tutti i requisiti positivi  e lei  aveva in  marito un uomo  che veramente amava e ammirava. Quando  il padre di  Savitri  se ne andò lei  si  spogliò di tutti  gli ornamenti  e vestì subito  come  una eremita  con indumenti  di  corteccia d’albero  di  colore  arancio. A causa del suo  atteggiamento  spontaneamente servizievole, delle sue buone qualità, gentilezza e semplicità, e del prendersi  cura degli  altri  con  disinvoltura  Savitri soddisfaceva tutti.

La suocera  in  quanto  usava vestirla e adornarla in modo  femminile, il suocero  onorandolo  come fosse  un  dio  e parlando  sempre  in  rispetto di  esso  dandogli  sempre per primo la parola e il marito con le sue dolci parole, la sua  capacità nei lavori  domestici, equilibrio nelle emozioni  e  affettuose espressioni in privato.

 

Nondimeno, come  il tempo passava, la profezia del saggio Narada echeggiava  nella sua  mente   e  giorno  e  notte era causa dei  suoi silenziosi  lamenti.  Quando  solo  quattro  giorni mancavano  a che Satyavan  fosse destinato  a  morire, Savitri iniziò un  digiuno  di  tre giorni.  Suo suocero udendo  ciò  divenne mesto  e disse “ figlia mia, ti  stai proponendo un  duro voto  , forse  non  dovresti sottoporti  a tali  sofferenze.” – “ Non ti preoccupare ,padre,  sono  determinata  a compierlo  e così farò”. – “ Se va bene a te  e  insisti , tutto bene per tutti.”  E smise di  scoraggiarla. Dimagrendo  giorno per giorno Savitri  trascorse la vigilia della predetta morte di  Satyavan  in profonda agonia. Come  il  sole albeggiò lei rimuginò che quella era la data  , completò  i suoi rituali mattutini  e fece la offerta sacrificale al  fuoco. Si genuflesse ai  brahmana   a suo  suocero  e a sua suocera rimanendo lenta e serena con le  mani giunte e  i  sensi  sotto  controllo. I brahmana la benedissero   anche di non  rimanere vedova e  a tale audizione ella pensò “ così sia” –

Ma nondimeno  ella sapeva che  non poteva attendersi  che la profezia di Narada fosse disattesa e che anzi molto presto  si  sarebbe materializzata. Visto  che aveva completato il voto   i suoi suoceri la  invitarono  a prendere  cibo. Ella rispose che avrebbe mangiato  al tramonto. 

In quel momento  Satyavan mise l’ascia sulle spalle   e procedette verso il bosco. Notando  ciò Savitri  lo seguì  e disse “ oggi   vorrei  venire con te ! “ – “ Venire con me? “ Satyavan fu  sorpreso.

“ Si. Oggi non riesco  a tollerare la tua assenza “ – “ Ma tu non  sei mai  venuta  nella foresta con me . Le vie sono dure e scomode   e per di più sei  anche debole dal  tuo digiuno.” – “ Non sono  debole e assolutamente desidero  venire  insieme a te . Per favore  lasciami  venire.” “ Va bene vieni ma per favore chiedi prima il permesso anche   dei miei  genitori , voglio  che anch’essi  siano  d’accordo non  voglio  sentirmi  il solo responsabile  in  caso  tu incontri  difficoltà.” Savitri andò da  loro  chiese e aggiunse “ non posso stare senza di lui  e  oramai  è quasi un  anno  che  non  lascio l’ashram , avrei  voglia di  vedere e odorare  il  fiorire della foresta.”  Suo suocero  rispose:

“ non ricordo  alcun  episodio in cui  tu  abbia detto  qualcosa per  un  motivo nascosto . Così   sia  , vai pure . Ma ti  prego  non distogliere troppo Satyavan  dai  suoi  doveri.” –

 

Savitri  lasciò l’ashram con  suo marito . Esternamente appariva sorridente ma  interiormente  era agonizzante.  Più che avanzavano più si immergevano nella bellezza rigogliosa della foresta , dei suoi fiumi, alberi, fiori  e uccelli cantanti. Guardando continuamente Satyavan oramai Savitri  lo vedeva come già morto.  Era solo un problema di  momenti. Satyavan aveva riempita la sacca di  ottimi  frutti . Poi quando iniziò  a tagliare rami il suo  respiro  si fece affannoso . Presto la testa cominciò  a dolergli.  Sentendosi  spossato  disse a Savitri: Savitri a causa del lavoro  la mia testa , lo stomaco,  e  il mio  cuore  mi fanno male . A mala  pena  mi  reggo in piedi . Penso  di  avere bisogno  di  riposare  un po’. – Così si  sdraiò sul terreno. Savitri gli  si  sedette a fianco  e  pose la testa di Satyavan sul  suo  grembo.  Come percepì che  il momento  della morte stava avvicinandosi  ella vide  uno strano essere venire verso  di lei.  Vestito  di  rosso e  portava una corona. Il suo  corpo  di  colore scuro  era radiante di luce. Occhi rossi e fieri. Con un cappio nelle sue mani  , mirava a Satyavan  ,  era spaventoso. La moglie di  Satyavan pose lentamente la sua testa sul  suolo  poi si alzò con il cuore palpitante , tremante. “ Tu sembri un  superuomo,” disse con il panico  alla gola “ desumo tu  sia  un  dio. Chi sei?  E perché sei  qui ? “ -  Il visitatore rispose: “ Tu fosti sempre così devota a tuo marito. E hai anche acquisito meriti effettuando  i digiuni  , questo è il solo motivo per cui  io  debbo risponderti.” Savitri lo guardava atterrita.  “ Sono Yama , il  signore della morte. I giorni  di  tuo marito  su  questa Terra sono  finiti. Sono venuto  a  portarne  via  lo  spirito. “ – “ Ma solitamente tu invii   i  tuoi  servitori  perché sei  venuto personalmente?” –

“ Per tali uomini carichi  di queste qualità e di elevati ottenimenti spirituali io vengo personalmente.” Così il Signore Yama legò il cappio  intorno  all’anima di  Satyavan . Poi sfilò l’anima fuori dal  corpo  in modo  che   fosse completamente sotto il suo  controllo. Il corpo  di  Satyavan immediatamente  , perso il respiro, lucentezza e emotività appariva ripulsivo.  Come Yama cominciò a trascinare  l’anima di  Satyavan verso  sud  Savitri  lo  seguiva. Vedendo  questo , egli  si  fermò e disse “ fermati. Vai casa e esegui  le cerimonie funebri  per  il  corpo  di  tuo marito, non  hai  altri  obblighi nei  suoi  confronti. Non continuare a seguirmi.” -

“ Io seguirò mio marito ovunque  tu  lo porterai  e dovunque egli  vada. Questa  è la tradizione, eterna. Come risultato  delle  mie austerità, del  rispetto  che  ho  sempre tenuto per  i  superiori, l’amore per  mio marito, il compimento  dei  voti dichiarati,  e grazie alla tua gentilezza, niente  mi fermerà. Il saggio  dice che  colui  che  cammina per sette passi  con un’altra persona genera

un‘ amicizia  . Adesso che siamo  amici  per favore ascolta cosa ho  da dirti. Anche se  una  persona attraversa i quattro stadi di  vita , brahmacharya ( ricercatore spirituale), gryhasta ( uomo di famiglia), vanaprasta ( nonno, ritirato , dedicato  allo  studio ) , samnyasi ( rinunciante totale  vivente solo in  dio) , e li effettua secondo le scritture ma non conosce la sua essenza spirituale , la sua anima che abita  il  corpo, non evolve, non acquisisce meriti. Cosa è conosciuto come merito  spirituale è in realtà solo  generato  dalla conoscenza.  I saggi  dicono  che  ottenere  i  reali meriti  spirituali  piuttosto  che  passare nei  quattro  stadi  di  vita sia la cosa da fare. E’ sufficiente avere esperito con  coscienza i doveri di  uno dei  quattro  stadi di  vita , secondo i  saggi , per  ottenere meriti spirituali. Quindi  non è  obbligatorio avere vissuto il primo o il quarto  stadio.”

 

“ Savitri, sono compiaciuto  della tua conoscenza del vero  significato  delle scritture  e delle tue appropriate parole fondate sulla ragione, e esposte con i  corretti  accenti . Chiedimi  pure una grazia eccetto la vita di  tuo marito. “ “ Va bene , disse Savitri, mio suocero vive  una vita  in  reclusione  nel nostro  ashram perché egli perse la vista e  il  regno. Per la tua grazia  o  Yama possa egli  ritrovare la vista..” “ D’accordo . Accordato.  Adesso sei  stanca  dal lungo  cammino. Non ti  trascinare oltre. Smettila di  seguirmi  e torna  a casa.”  Rispettosamente  lo  contraddisse: “ Come  posso sentirmi  stanca  in  compagnia di mio marito?  Il suo  destino  è sicuramente anche  il mio.  Dovunque tu lo trascini , io vado.  O signore Yama,  anche la sola  conversazione con persone sante è molto desiderabile, la amicizia ancora  di più. E una relazione di  qualsiasi tipo  con  essi  è  sempre foriera di dolci frutti. Quindi  uno  si  dovrebbe risolvere a cercare sempre e solamente persone sante.” – “ Le tue parole sono molto  ricche  o  Savitri,  esse soddisfano il cuore  e  incrementano  la saggezza anche nel  saggio.  Quindi  chiedimi un’altra grazia  -  eccetto la vita di  tuo marito..”

“ Qualche tempo fa mio suocero, che è intelligente e istruito, perse  il  suo regno. Vorrei che  lo  recuperasse e  non  perdesse  più il suo ruolo.” “ Accordato- adesso smettila di  seguirmi  e torna a casa.” – Savitri continuò “  tu  controlli tutte le creature e le porti via da questo mondo, non secondo il  tuo piacere ma per esattezza della giustizia, del dharma. Per questo  sei  chiamato Yama – il signore della  morte e della giustizia. ( Yama alla lettera significa  il nulla,  il livellatore, colui  che riduce tutto  a…) --- Gentilmente ascolta questo.  La responsabilità continua del  virtuoso è mai  nuocere ad alcuno tramite pensieri, parole  o azioni ,  ma anzi  riconoscergli  cosa gli  spetta per giustizia.  Al momento per me  tutto  nel  mondo è come mio marito – senza vita. La gente comune  può essere priva sia di  devozione  che di  gentilezza ma  i virtuosi  per natura sono misericordiosi con i nemici che chiedono protezione. “  Yama replicò: ”  Così come è  l’acqua per  l’assetato così sono le tue parole  per me . Quindi  chiedi una terza grazia – eccetto la vita di Satyavan. “  -   “ Mio padre Ashwapati, non ha figli maschi. Ma per continuare la dinastia vorrei che egli  divenisse padre di  cento  figli. “  “ Accordato. Adesso che  ho  esaudito i  tuoi  desideri  non mi seguire più. Hai veramente camminato a lungo  abbastanza.”

“ Camminando  vicino  a  mio  marito  non ho  realizzato  quanto lontana  io  sia andata.  E vorrei infatti  camminare ancora , ti prego  ascolta ciò che  ho da dire:  Tu sei il potente figlio del dio  del Sole , Vivaswata , colui  che  elargisce lo  stesso  calore  e  luce a tutti . E Tu dando la stessa giustizia a tutti  sei  chiamato il  Dio della Giustizia.  Le persone  non sono  fiduciose neanche di  se stesse ma  lo  sono  molto  degli uomini  virtuosi. Così tutti  desiderano la amicizia con i  virtuosi , con   i  giusti.  E’ la virtù da sola che  ispira fiducia in qualsiasi essere vivente. Questo è il motivo per cui la gente ama dipendere dal virtuoso. “ – “ Savitri, non ho  ascoltato  da tempo nessuno usare  tali parole , come le tue, esse mi deliziano  al cuore. Quindi  chiedimi un’altra grazia – eccetto la vita di Satyavan.Poi  ritornerai  al  tuo  ashram.”  “ Io stessa , personalmente vorrei  dare vita a  cento  figli maschi  ed essi  dovrebbero  essere , potenti  e abili,  e capaci  di  perpetuare la linea familiare.” - - “ Va bene accordata, adesso  smettila di  venirmi dietro , sei  veramente andata troppo lontano in tutti  i sensi.” Savitri andava avanti “ i virtuosi praticano sempre la bontà in  quanto   è  la loro natura. E quando  si  associano l’uno l’altro  questo genera sempre effetti positivi. Nessuna persona crea rischi  a nessuna altra. A causa della giustizia del  giusto il  sole  compie la sua parabola nel  cielo.  Dalle  loro  austerità la terra viene mantenuta  e lo  scorrere del passato  e del  futuro  dipende da  loro.  I virtuosi  sono  sempre sereni  in  compagnia di  altri  virtuosi.  Il virtuoso  aiuta gli  altri  senza aspettarsi niente  in  cambio , senza che  il suo  pensiero  vada verso la ricompensa. Quindi  servire  il  virtuoso non  è mai  tempo perso. Egli mai  ferisce la dignità  o l’interesse di nessuno. A causa di tale servizio il virtuoso  diventa spesso un protettore di tutti.”

Il signore Yama replicò” Più che tu  esponi  tali parole dense di  significati ,piene di  dolci gusti, investite di virtù e di piacere per la mente, e più che aumenta  il mio  rispetto per te , pertanto  chiedimi una importante grazia.” – “ L’ultima grazia che  mi hai  concessa non può essere realizzata  a meno  che  io non possa unirmi sessualmente con mio marito. Quindi  ti prego  rendilo in vita . Senza  un  marito  io  sono  come  una  persona  morta, non voglio felicità, paradisi, o prosperità, e non voglio più vivere. Tu mi hai  benedetto di  avere cento  figli maschi  ma nonostante ciò tu  ti porti  via mio marito. Prego dammelo indietro. Solo in  questo caso le tue parole si  avvereranno.”

 

Realizzando  di  non  avere altra scelta Yama disse:” Così sia” Poi sciolse il cappio dall’anima di Satyavan. “ Savitri , io ho liberato tuo marito e non ha più  alcuna malattia. Raggiungerà la prosperità  e insieme a te  vivrete per quattrocento  anni. Quando  realizzerà dei  grandi  riti  otterrà grande fama. In più egli  avrà cento  maschi  con te. Tutti i vostri  figli  saranno  celebrati  monarchi . Tuo padre avrà i suoi  cento maschi  con Malavi. Questi ragazzi assomiglieranno  agli  dei in bellezza.  Saranno  conosciuti  come  i  Malavas.  A loro  volta con i  loro  figli  e figlie  diventeranno molto famosi.”  Il signore Yama se ne dipartì per il pianeta di  sua residenza.

 

Savitri  ritornò al  corpo  di  Satyavan  si  sedette e  pose la sua testa di nuovo  sul  suo grembo. Satyavan  riprese immediatamente conoscenza   e guardò ripetutamente  e amorevolmente  Savitri. “ Quanto  sono  fortunato” disse  “ e quanto ho  dormito  , perché non mi hai  svegliato? E dov’è  quella persona con la pelle scura  che  mi  stava trascinando? Era un sogno o realtà? “

“ Era  il  signore Yama che ti  stava trascinando  , se ne  è  andato. Adesso , rinvigorito  puoi  alzarti.” Satyavan si  alzò , rigenerato, e guardò ai colori  della foresta che si imbrunivano.

“ Savitri io mi ricordo  che mentre stavo tagliando la legna  cominciò  a farmi molto male la testa  e non potevo rimanere  in piedi e così mi misi  a riposare sul tuo grembo . Così come tu mi  abbracciasti io  caddi in uno strano assopimento e benché tutto intorno  a me fosse scuro io vidi un essere  molto luminoso . E’ stato un  sogno o  era vero? “  -  “ Te  lo dirò domani . Per adesso l’importante  è  che ti senta bene . Se così adesso bisogna rientrare all’ashram  dei  tuoi  genitori.”

Ma mentre si  guardò intorno la sua  opinione cominciò a cambiare – “ Si sta facendo  buio , senti    animali  che ruggiscono   e che abbaiano, e molti  sono in  cerca di preda qui intorno, è piuttosto minaccioso . Penso  che dovremmo passare la  notte qui piuttosto  che  tentare di passare attraverso la fitta foresta. E torniamo  domani  quando il sole sorge. In più tu potresti non  esserti  ancora del  tutto  ripreso.” -  “ No. Il dolore  mi è completamente sparito  e  mi  sento benissimo  sulle gambe  . preferirei tornare adesso” – “ Perché? “  -  -“ Beh, non  sono  mai  stato lontano da casa  più di quello che fosse atteso  e quando è successo i miei  si  sono  subito preoccupati  e  mi sono venuti  a cercare  per assicurarsi  della mia salute e preferiscono  che  io  sia all’ashram prima che  il sole scompaia.” – “ Capisco” disse Savitri. Si incamminarono  velocemente verso il ritorno . Nel frattempo  all’ashram erano preoccupati  della assenza dei  due giovani  quando un  inviato annunciò all’anziano  Dyumatsena che  il re attuale era stato ucciso da due ministri  che a  loro  volta furono uccisi  dal popolo che voleva lui di nuovo indietro  come re. Contemporaneamente  Dyumatsena riottenne la vista. La sua gioia fu  totale quando   i suoi brahmana gli  annunciarono  che  Satyavan e Savitri  stavano  arrivando . Nel  giro  di un  anno Dyumatsena fu  di nuovo  re con ottima salute e vista , Malavi  la madre di Savitri dette vita a cento maschi . Nel  corso  della  loro  felice vita insieme Satyavan e Savitri  ebbero  cento maschi  dando  vita alla onorata dinastia degli  Shalwa.  Così  Savitri  orientò  una patetica situazione , se stessa,   il marito, il  suocero , il padre   e le dinastie a cui apparteneva verso un destino  di  beatitudine terrena e spirituale. E’ detto che chiunque ascolti questo racconto di Savitri con dolce reverente attenzione  raggiunga felicità , successo in tutto  ciò che  intraprende e mai  proverà l’ esperienza dell’angoscia.

 

Articolo pubblicato nella rivista LexAurea32, si prega di contattare la redazione per ogni utilizzo.

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