Sesta lezione

Carissimi allievi, l’ultima lezione vi ho invitato fortemente a sperimentare sottolineando come la verifica e l’analisi dei risultati ottenuti sia un ottimo stimolo per continuare; l’ENTROPIA e lo SCETTICISMO sono due nemici fortissimi da combattere e se ancora in noi non c’è FEDE in ciò che facciamo (la presenza di fede ci rende praticamente invincibili), o FERMEZZA nell’ obiettivo che vogliamo raggiungere (la tenacia ci garantisce la conquista della meta), la VERIFICA DEL PROGREDIRE è di ottimo aiuto.

L’esecuzione del pranayama egizio è stata, è, e sarà per tutti voi, un’ ottima occasione per accertare ed analizzare risultati.

Ciò ribadito, passiamo a questa lezione che verterà su un esercizio di meditazione assai comune nelle scuole di insegnamento mistico; esercizio che anch’esso richiede impegno di concentrazione e immaginazione: la meditazione della ROSA.

La maggior parte degli esseri umani NON CONOSCE e nemmeno SA di non conoscere. Nasce, cresce, si riproduce, e muore; rinasce, ricresce, si riproduce e muore ancora e così via per decine, centinaia, migliaia di esistenze; il tutto potrebbe essere anche un ottimo passatempo per la entità divina di cui siamo comunque emanazione, se non fosse che passare di vita in vita significa passare per quelle che gli orientali chiamano le TRE PIAGHE DEL BUDDHA: malattia, vecchiaia, morte.

La completa assenza di consapevolezza in ciò che si fa, unita alla totale mancanza di anelito spirituale, costringe miliardi di anime a soffrire senza scampo, di vita in vita.

NOI vogliamo ribellarci a questa sorte; noi VOGLIAMO cercare la via del ritorno verso Dio; VOGLIAMO riunirci a lui; perché QUESTO è lo scopo della creazione, lo scopo per cui siamo qui, e non altro. La meditazione della Rosa, molto semplice e comprensibile, ci darà un po’ di questa consapevolezza; attraverso la consapevolezza della caducità dell’ esistenza, della REALTA’ della nostra transitorietà, faremo un passo verso l ’unico, vero, valevole obiettivo della nostra vita.

Ponetevi nel consueto stato di rilassamento. Al solito non permettete che le preoccupazioni di tutti i giorni turbino questo momento dedicato a voi stessi. Una volta raggiunto lo stato psico-fisico idoneo, immaginate di fronte a voi un vaso riempito di terra nel quale ponete un seme di rosa. Rappresentatevi ora l’intero processo di crescita della rosa; il timido germoglio che, con fatica, si fa largo attraverso la terra; il suo irrobustimento; la formazione delle prime foglie; la formazione del bocciolo.

La rosa sta per nascere, il bocciolo si apre e fuoriescono i primi petali; sempre più numerosi vanno a formare quell’inimitabile labirinto colorato e profumato che viene unanimemente riconosciuto come la regina dei fiori. La rosa è al suo massimo splendore, robusta e rigogliosa trasmette a chi la osserva un’inimitabile regalità ed un soave profumo; è meta frequente di insetti che le rendono omaggio. Ma questa fase, la migliore, non è imperitura; lentamente sopravviene il declino.

Così come per la crescita, immaginate ora che la rosa gradualmente deperisca; il gambo perde di forza, la testa comincia a reclinare, i petali iniziano a staccarsi per cascare al suolo. E’ l’inizio dell’inevitabile fine, del processo irreversibile che verrà ultimato con la morte. Il bel colore verde che aveva caratterizzato il gambo e le foglie della piena maturità ha lasciato il posto al color marrone che annuncia la cessazione del passaggio della linfa; il colore vivo dei petali rimasti sono ormai un pallido ricordo di quelli che sapevano richiamare tanta ammirazione.

Sopravviene la morte. Ma il processo degenerativo non si arresta e lentamente trasforma in polvere tutto quello che di secco era rimasto; e la polvere va a mischiarsi con la terra del vostro vaso ormai tornato vuoto. La meditazione sulla rosa termina qui. Lentamente, riprendete contatto con il vostro corpo e riflettete.

In tutto siete stati impegnati per mezz’ora al massimo; ma sono stati minuti ben spesi perché avete saputo concentrarvi senza farvi distrarre e avete ben rappresentato nella vostra mente la tremenda realtà della peritura natura del nostro mondo.

Forse state vivendo una fase di crescita in cui cercate di mettervi in luce e per questo combattete ogni giorno; forse vivete invece la fase migliore, la più bella, quella in cui si è forti, vigorosi e si gode appieno dei piaceri della vita con le preoccupazioni che appaiono lontane e comunque di competenza di altri; o forse, ancora, state già riflettendo sui mutamenti degenerativi che il vostro fisico sta mostrando ogni giorno sempre di più. Ma in qualsiasi fase della vita voi siate l’importante è che ne siate coscienti e che comprendiate che il senso della vita non è la semplice parabola nascita, crescita, declino e morte ma è di più, molto di più. Anche questo è risvegliare coscienza. Anche questo è compiere dei passi sul giusto sentiero del ritorno al Padre. Riflettete su questo, questa settimana. Un fraterno abbraccio.

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