DELLA MAGIA SESSUALE

principi e possibilità pericoli realizzazioni

 

di  GEORGES SAINT-BONNET

 

“Quaderni dell’Unitismo” Parigi 1959

 

 Titolo originale de la Magie Sexuelle Principes et possibilités – dangers – réalisations par G. Saint-Bonnet Les “Cahiers de l’Unitisme” Paris 1959

 

Traduzione italiana di Vittorio Fincati

 

 

 

Raffigurazione originale di copertina:

 

 In una vecchia opera del 1778, edita da Crapard a Parigi, si può leggere: “…la Stryge è potente e triste, governa su tutte le ombre, su piaceri e sofferenze che incombono su città e campagne, sugli amori e i dolori della carne. Ad essa bisogna rivolgere offerte e rituali se si vuol essere esauditi quanto a richieste di magia malvagia e perversa, specie se basata sul sangue di una coppia sposata…”

 

 

Notizie su Saint-Bonnet

 

« Se non conobbe mai Gurdjieff, Duits fece la conoscenza di un uomo sorprendente, e ai suoi occhi

notevole: Georges Saint-Bonnet. Questo giornalista, scrittore di romanzi polizieschi a tempo perso, si presenta come una specie di taumaturgo dell’anima.

 

Al priorato di Avon, del resto, fu lui stesso uno degli allievi di Gurdjieff conservando per questi una viva ammirazione. Attorno a Saint-Bonnet si raccolse un piccolo gruppo di persone che gli riconobbe il ruolo di Maestro. Pubblicò con regolarità dei libretti, i Quaderni dell’Unitismo, cui affidò le proprie conoscenze avvalorate da alcune tecniche molto semplici.

 

“Nei caffè parigini, col favore di nottate interminabili e di una consumazione senza ritegno di pastis, il liquore all’anice,- scrive Duits - divulgava un insegnamento ; ed era allora, quando veramente non se ne poteva più, che lo spirito scendeva su Saint-Bonnet. Questi posava sul suo interlocutore uno sguardo diverso e la parola sembrava provenisse dal fondo della notte. Egli vedeva ed era in grado di far vedere. Era strano, ma anche stranamente naturale. Era assolutamente evidente che quell’uomo sapeva. La sua fronte emergeva dall’ombra, le sue parole da un vasto silenzio. Una sorta di trasparenza permeava gli esseri e le cose. Il sentore della foresta di Dodona li avvolgeva”.

 

Saint-Bonnet offre dei trucchi, insegna a sentire il flusso, ad immergersi nella corrente: la vita, l’energia divina, la gioia. Nelle sue profondità il mare è sempre calmo e trasparente; solo la superficie è agitata.

 

Così, se noi non sappiamo cogliere l’azione continua del Divino in noi, è perchè i nostri affanni, i nostri progetti e i nostri rimpianti, le scorie scintillanti dei nostri ricordi e dei nostri sogni, le nostre idee insomma, ci fascinano e ci obnubilano. Saint-Bonnet insiste su un fenomeno che è all’origine di tutti i mali, il movimento centrifugo dell’intelletto: accecati da loro stessi, gli uomini cercano lontano ciò che è nel proprio intimo, cercano mezzogiorno alle due del pomeriggio.

 

Ebbene, come sentenzia il detto coranico, Dio ti è più vicino della tua vena giugulare. Ancora una volta, si tratta di operare una conversione. Duits considera Saint-Bonnet come uno dei suoi maestri (il suo Vecchio Maestro, scriverà in una lettera), a fianco di Breton e di Gurdjieff; ne adotterà le concezioni e spesso ritornerà sull’argomento del movimento centrifugo dell’inteleltto. Sul finire degli anni sessanta, l’insegnamento di Georges Saint-Bonnet sarà determinante per Charles Duits: gli farà prendere coscienza dell’ambiente intellettuale parigino, fatto che lo condurrà a distaccarsene”.

 

(http://www.freecyb.com/duits/immenseoui.html)

 

 

AVVERTENZA

 

Dichiariamo fermamente, affinchè nessuno si possa ingannare o avvalersi in buona fede di proponimenti equivoci: nulla di quello che si leggerà in questo lavoro fa parte dell’insegnamento « unitista ». Mai, in nessuno dei nostri corsi, abbiamo utilizzato, anche solo allusivamente, gli insegnamenti che stiamo per esporre.

 

L’insegnamento unitista è una cosa. Questo lavoro un’altra. Il fatto che venga pubblicato sotto l’egida dei nostri quaderni non implica assolutamente – proprio come per “Il Metodo Corto” di Madame J.B. de la Mothe-Guyon – che il suo contenuto derivi dalle nostre discipline. La sua presenza nei nostri titoli si giustifica peraltro, ma solo a titolo d’interesse, - considerevole come si vedrà - per le conoscenze che apporta in un campo in cui giustamente queste fanno curiosamente difetto.

 

Queste conoscenze, come vedremo, sono nel loro insieme di una indiscutibile novità anche se provengono, nella loro essenza, dai più antichi tesori della Tradizione… Come mai non sono mai state pubblicate centinaia di volte? Non lo sappiamo. Sappiamo soltanto che ci è parso auspicabile, al punto in cui siamo nelle nostre frenesie e nei nostri delirii, dimostrare come la magia e la sessualità, così spesso appesantite da volgarità, possono, al contrario, dimostrarsi le oneste genitrici di qualcosa di meglio.

 

 

DEI COMPAGNI E DELLE COMPAGNE DI STRADA CHE RIFIUTIAMO, RESPINGIAMO O RIVENDICHIAMO…

 

 

In tutta  necessaria semplicità.

 

In questo lavoro abbiamo intenzione di discutere di sesso e di sessualità proprio come se parlassimo di cervello e di psicologia, in completa semplicità. Né l’uomo né la donna vi compariranno in base alle nuove idee o convenzioni, come avviene in svariati ambienti, anche scientifici, nei quali ci si ritiene falsamente molto evoluti o “liberi”…

 

Essere liberi, infatti, per molte persone che si incontrano nelle strade e nei vicoli della filosofia fino alle piazze e alle sentine della psicanalisi, e senza dimenticare i piazzali e le distese della medicina, specialmente quella psichiatrica, significa respingere scientemente tutto ciò che è pudore o morale, in maniera categorica, come inutili e nocivi, quasi come delle rovine malsane o dei luoghi crollati. Ebbene, teniamo a precisarlo fin d’ora: noi non ci riconosciamo in ciò. Questo è quanto.

 

 

Morale e Pudore sono delle nobilissime signore che terremo in disparte…

 

 

Per noi, morale e pudore denunciano tutti i propri limiti e non potrebbero essere considerati che nella misura in cui lo siano pure, e comunque nell’ambito della vita quotidiana, le migliori tra le strutture sociali, quelle in grado di assicurare, nel bene e nel male – non occorre neanche dirlo – il relativo e incostante benessere delle nostre esistenze. Che i nostri pudori e le nostre morali siano colmi di pregiudizi spesso grotteschi e sempre risibili, è un dato di fatto. Ma come si fa a non denunciare l’indispensabile funzione di questi stessi pregiudizi, convenzioni e regole quando l’umanità, che non è poi così ardente di vera nobiltà e di vera grandezza, può solo ambire al titolo – ci si rifletta – di: cagnesca…

 

Rimane il fatto, com’è stato detto, che morale e pudore non ci riguardano in nessun caso, il che non vuol essere e non dev’essere che un referto “clinico” di fatti, un resoconto lucido di conoscenze e nozioni riferentisi ad un soggetto preciso e male conosciuto, senza dubbio delicato, e bisognoso, per le anzidette ragioni e per qualche altra, che lo si tratti senza equivoci, lasciando da parte tutto ciò che è suscettibile di falsarne la prospettiva o di moltiplicarne le ombre…

 

…in nome dello stesso rispetto che vi portiamo.

 

Dichiariamo pertanto, volendo concludere, l’ardente e profondo rispetto che portiamo a queste due altissime, nobilissime gran signore che si chiamano Morale e Pudore, e proprio in ragione di questo stesso rispetto le preghiamo di non volerci seguire in questo nostro periplo, dandole ampia assicurazione della nostra costante fedeltà e della gioia che avremo, al ritorno, di confermargli i sensi di un attaccamento che non può venir meno e di una subordinazione, non solo accettata, ma pretesa…

Lasciamo al loro nulla i negatori della magia…

 

 

Parlare di magia sessuale significa, per prima cosa, parlare di magia. Ora, diranno con tutta probabilità alcuni, la questione è quella di sapere se esiste davvero la magia!… A questa domanda, tuttavia, non rispondiamo o, meglio, la consideriamo risolta; risolta nel modo che segue: riguardo la magia, così come per altre cose del resto, due categorie di persone si offrono all’osservazione:

 

A. – Quelli che negano a priori, alzano le spalle e, sicuri di essere sicuri che sono sicuri, tirano dritto gettando su quelli che ammettono o soltanto sono possibilisti degli sguardi carichi della stessa commiserazione che un Creso potrebbe provare nei confronti di un singolo quattrino. Costoro, che siano o non siano tartufati di diplomi o lardellati di cultura (e se ne trovano sia tra gli ignoranti che tra i colti) hanno in comune la facoltà di giudicare senza appello in virtù di capacità mentali ed intellettuali che presumono di possedere in misura considerevole.

 

Si può spiegare a questa gente che la loro facoltà di giudizio non deriva per nulla dalla riflessione logica ma solo, al contrario, sia da “acquisizioni mnemoniche”, nozioni raccolte al “datemi quella” di letture o conversazioni registrate senza esame né controllo; sia dalla coincidenza di associazioni di parole o di idee, di concatenazioni e sconcatenazioni, reazioni, scivolate, grippate e automatismi dell’intelletto? No, certamente no, nulla di ciò riuscirebbe a penetrare nei loro bastioni di certezze sclerotizzate. Questi categorici, come quasi sempre succede ai categorici, sono dei fissati. Questi arroganti sono delle mummie orrendamente strette dalle bende di un sapere con cui non ci si deve vestire o spogliare ma nutrirsi per vivere…

 

 

ma non per questo saremo in cattiva compagnia.

 

 

Lasciamo quindi senza rimpianti questi negazionisti alle loro negazioni e al loro stesso nulla. Si considerano uomini ma sono soltanto degli automi. Non pensano né sarebbero in grado di farlo. Essi ripetono. Proprio come i gira-dischi!

 

B. – Quelli che si sono posti la domanda in buona fede, che l’hanno studiata con altrettanta buona fede e che, anziché decretare che non c’è nulla dietro il palcoscenico, l’hanno alzato ed hanno scoperto che qualcosa c’è. Bacone, per esempio, Dante Alighieri, Goethe, Joseph de Maistre, Novalis, Ballanche, Balzac, Victor Hugo o Pasteur che disse: “La magia è il retroscena che sta dietro le cose e, senza di essa, non saremmo in grado di spiegare alcunchè” (Discorso di ricevimento all’Accademia)… Non citeremo, beninteso, né Maometto, né Mosè né lo stesso Nazzareno. Quest’ultimi non avevano del resto oltrepassato l’ambito della religione, cioè un livello molto primitivo dell’evoluzione umana e non potrebbero avere delle competenze e un’autorità paragonabili a quelle di un fattorino o di un farmacista dei nostri tempi né, soprattutto, di un professore di Facoltà come Lévy-Bruhl… (La Mentalità Primitiva).

 

Dovremo però convenirne, noi lo speriamo del resto: la compagnia di qualche primitivo che citeremo non dovrebbe essere poi così cattiva, a prima vista. In ogni modo, cercheremo di non accontentarcene…

 

  

 

 

(illustrazione non presente)

L’ADORAZIONE DEL MAESTRO DEL MONDO

(Serapide e Agatodemone)

 

Interpretazione di Jacques Bluzat in base a un documento pubblicato nel 1942 da Kurt Seligmann in “The Mirror of Magic”

 

“Il Signore regna mediante l’Amore. Ma il Principe (il Diavolo), che è androgino, regna mediante il sesso. Attraverso le potenze della femminilità egli assoggetta la specie umana e la tiene in schiavitù per le necessità del suo impero. Ha donato all’uomo il dominio illusorio del mondo. Un dono che l’uomo paga con la sua libertà, con la perdita della sua anima celeste e della gioia a vantaggio dei grotteschi e sanguinosi godimenti dell’intelligenza, dell’orgoglio e del sangue”

 

 

DI ALCUNE GENERALITA’ INDISPENSABILI

 

A.     – da quale magia siamo asserviti, legati, avvinti e manipolati?…

 

 

C’è, in materia di magia sessuale, una magia che si sviluppa e dispiega da se stessa per opera di Dio e in ragione delle sue volontà, o, se si preferisce, per opera della natura e in funzione dei suoi scopi, desideri e finalità. Questa magia è quella per la quale le femmine attirano irresistibilmente i maschi, e i maschi le femmine, che ogni essere conosce, presente e divina dove si trovi il suo complemento, in che consiste la sua realizzazione e vi si precipita, il più delle volte anima e corpo, come invasato, attraverso cammini molto curiosi, misteriosi e, talvolta, dolorosi…

 

Questa magia, che soggioga l’individuo per vincolarlo alla specie, deriva da una complessa coniugazione di elementi e fattori interni, esterni, biologici, chimici, climatici, ghiandolari, psichici, alcuni persistenti, altri legati alle circostanze ecc. ecc., andanti da ciò che si vede a ciò che si tocca, da ciò che si sente a ciò che si percepisce o immagina, senza trascurare quel che si mangia, che si ascolta, respira, subisce e capta, grazie ad affinità naturali o sensibilità acquisite, vibrazioni specifiche tra le migliaia che si attraversano o alle atmosfere in cui si vive…

 

E’ di questa specifica magia, quella fondamentale, naturale e cosmica, che dobbiamo parlare? Della magia con la quale l’uomo è vincolato, legato, avvinto, asservito e manipolato?

 

L’uomo, non vive per se stesso, ma per gli ormoni di cui è portatore…

 

 

Si faccia attenzione a questo brano… crudele. Ne vale la pena: l’uomo crede di amare spontaneamente e, quando ne ha l’occasione, di scegliere. Infatti, che altro è se non un portatore di ormoni che, quando si svegliano, cioè alla formazione, si mette all’improvviso a desiderare e ricercare il suo “complemento”  quando alcuni mesi prima non ci pensava affatto e non ci penserà più qualche anno dopo, quando gli ormoni in questione saranno spariti dal suo organismo?

 

L’uomo non vive, insomma, che per assicurare la continuità di un’essenza, la perennità di uno scorrimento di cellule che l’hanno scelto come canale e veicolo, come trasmettitore… di uno scorrimento di piccole cellule, poco magiche davvero, che l’hanno scelto come terreno di riproduzione o di attesa, come brodo di coltura, cavallo da parata e che, senza alcun riguardo per ciò che potrebbe interessargli o meno, lo trascinano per le frogie e lo fanno caracollare a loro unico modo e profitto e, alla fine, dopo averlo spossato per bene, svuotato e stremato, lo abbandonano per la strada moribondo…

 

dipende, ci dice Louis de Broglie, da un altro piano dell’Universo.

 

 

Louis de Broglie sottolinea con esattezza che “sono i nuclei delle cellule sessuali, e anche certe parti di questi nuclei, i geni”, che ci guidano, che “ci lasciano confusi di fronte alla piccolezza di questi elementi direttori in cui risiede tutto il mistero della vita, e che, quando si è ben meditato su questa stupefacente direzione del dinamismo vitale gestito da alcuni elementi microscopici, si capisce perché… malgrado le apparenze, un mammifero, per esempio, appartiene in un certo qual modo al mondo microfisico”.

 

E ancora:

“E’ il microscopico che forma la vera realtà delle cose, perché sottintende il macroscopico. E’ in quello che bisogna cercare i veri arcani della realtà che, nel macroscopico, si nascondono all’ombra dell’inesattezza dei dati sensoriali”… per quanto gli uomini non possano “osservare che il riflesso, nei fenomeni su vasta scala dell’attività del mondo atomico”…

 

Da tutto ciò, si vede senza difficoltà la strana portata e la singolare importanza…

 

Ora, come insegnano da sempre i mistici, gli esoteristi, i maghi e i magisti, l’uomo può, in una certa misura, agire su quest’altro piano.

 

 

Abbiamo visto Pasteur dire che la magia consiste nel “retroscena che sta dietro le cose e, senza di essa, non saremmo in grado di spiegare alcunchè”. Subito dopo Louis de Broglie ci dice che “i veri arcani della realtà” si debbono trovare nell’infinitamente piccolo, in un altro piano dell’universo che sarebbe quello che regge il nostro… Ora, cosa ci dicono da sempre i mistici, i maghi e i magisti, così uniti tra loro nelle concezioni, dottrine o visioni di esseri, di cose e di forze?

 

Ci dicono che esistono dei mezzi per agire sulle forze, gli esseri e le cose di questo mondo provocando o determinando, a livello sottile, l’intervento di entità, elementi, potenze, correnti o vibrazioni diverse appartenenti ad altri piani del cosmo… Non ci dilungheremo, al presente, sul sorprendente ampliamento delle più antiche concezioni scientifiche con le più recenti scoperte delle nuove discipline. Daremo invece la risposta lasciata in sospeso, poco prima, a riguardo della magia di cui ci stiamo per occupare. Magia fondamentale e naturale, abbiamo detto, che asservisce, immanente e manipolante?…

 

Prime condizioni per il passaggio da manipolato a manipolatore…

 

 

Sì, certo. Non potrebbe essere diversamente, del resto. La magia è una, tanto nelle sue sedute e nelle sue regole quanto nei suoi procedimenti o modalità di applicazione. Ciò che è in alto, si sa, è come ciò che è in basso, a sinistra, a destra, fuori, dentro… Noi però non possiamo avere per scopo o preoccupazione, almeno in questo lavoro, altro che precisare come sia possibile effettivamente, secondo l’esoterismo, il passaggio relativo dal rango di utilizzato e manipolato a quello di utilizzatore e manipolatore, e ciò nell’ambito di forze più o meno direttamente legate alla sessualità e suscettibili di venire utilizzate deliberatamente, cioè prima percepite e in seguito controllate e solidamente dominate…

 

 

Manipolatore di cosa, esattamente? Di forze “viventi”, nel senso carnale della parola…

 

L’abbiamo già detto, almeno in parte, nel precedente paragrafo: forze più o meno direttamente legate, ecc. Ma è necessario tornarci sopra, perché bisogna spiegare e definire… Cosa non troppo facile del resto, considerato che il linguaggio difetta delle parole pertinenti alla questione. Sforziamoci comunque:

 

Forze emozionali, affettive, mentali e spiritualmente viventi, carnalmente viventi, e percettibili materialmente in virtù di un sentire speciale per il quale c’è bisogno di allenamento: il sentire psichico…

 

Non ci si deve allarmare. La cosa può sembrare complicata ma non lo è per niente. Presto lo si scoprirà, specie se si pratica in un modo o nell’altro… E’ come la storia delle lezioni di pianoforte che, così impossibili e improduttive per quanto a lungo si protraggono nella teoria, divengono facili e feconde quando ci si siede davanti allo strumento e si scorrono i tasti.

 

Cerchiamo ancora, in aggiunta, ponendoci da un’altra prospettiva:

 

 

Di forze percettibili grazie al “sentire psichico”, e manipolabili grazie ad uno speciale organo del mentale.

 

 

Ci sono, attorno alla sessualità e conferendo ad essa un’atmosfera sua propria, “sui generis”, se si preferisce, avvolgente e penetrante allo stesso tempo, differenti forze o complessi di forze, effluvi, vibrazioni, onde ecc. Queste vibrazioni sono più o meno sottili o dense, imperiose o bonarie. Poco importa, ma conviene farsi ricettivi nei loro confronti, prenderne materialmente coscienza grazie al “sentire psichico” di cui abbiamo detto, e poi manipolarle per mezzo di un organo mentale che ognuno possiede e che, simile a una mano, si dimostra adatto a plasmare, triturare, modellare e conferire a questi complessi di onde o forze questa o quell’altra forma voluta.

 

Possiamo dire di trovarci finalmente, con questi complessi di forze, in presenza di quella speciale sostanza da cui tutte le forme sottili o dense sono derivate in questo mondo, e che gli antichi ermetisti chiamavano “la cosa unica”? Sì, ma con una piccola precisazione, però:

 

Forze che la sessualità catalizza, dinamizza e moltiplica.

 

 

L’esoterismo insegna che questa sostanza-madre obbedisce all’iniziato, al mago, all’uomo adulto o “rinato”, cioè all’uomo cosciente e liberato, che ha raggiunto la sua piena maturità virile. E’ proprio così. Questa “cosa unica” accorre al richiamo dell’uomo, gli si presenta e gli si offre, in piena naturalezza, grazie ad un semplice desiderio, affinchè egli modelli nel suo laboratorio mentale, allo stesso modo dei vasai che lavorano l’argilla, tutte le forme o vasi che vuole, le prime create dalla pressione, i secondi dal movimento di aspirazione…

 

Bene, si dirà. Ma il sesso, in quest’affare, che ruolo svolge?

Beh, è sia catalizzatore che accrescitore. Facilita l’operazione, la rende più rapida ed efficace. Gli conferisce ulteriore potenzialità e capacità. Causa, inoltre, all’apice della sua capacità di radiazione o irradiazione, l’azione dell’indispensabile risonanza sanguigna… Detto in altre parole:

 

 

Attenzione! Non si tratta di lussuria ma di trascendenza…

 

Grazie alla sessualità, ciò che all’inizio è possibile solo al mago, lo diviene anche – fino a un certo punto, è chiaro – al non-iniziato. Meglio: se c’è da parte di quest’ultimo reale comprensione e retto modo di procedere, saldo e ben diritto, la sessualità può condurre all’iniziazione e aprirne le porte…

 

In breve, e dal punto di vista pratico:

 

L’operazione magica effettuata in un ambito ed influsso sessuale è più facile e feconda… Ma, attenzione! Noi diciamo ambito ed influsso sessuale così come potremmo dire: tensione erotica. Ma non lo diciamo…

 

Si tratta della ricerca di potenzialità e non di piaceri. Si tratta di captare delle forze non per utilizzarle al loro livello abituale, ma oltre, se non per sublimazione, per lo meno per sfasamento, transfert, riporto o trasporto… Tutti l’hanno capito, credo: c’è, all’inizio del sistema o del processo di cui stiamo parlando, un superamento ed un abbandono necessario della sessualità lussuriosa, libidinosa o libertina, a favore di una sessualità spoglia e casta, depurata, trascendente…

 

 

Applicazione al peggio? Se volete… ma, occhio!

 

 

Sappiamo perfettamente che questi procedimenti sono suscettibili di un’applicazione al peggio. Affermare il contrario significherebbe mentire e, del resto, non servirebbe a niente. E’ meglio dire, pertanto – e sempre obbedendo al vero – che in caso di utilizzo della magia sessuale per scopi perversi, impropri, disonesti o soltanto equivoci, questa si ritorce inevitabilmente verso l’operatore. Più oltre vedremo come, perché ed in ragione di quale meccanicità irreversibile ciò avvenga, peraltro senza rapporto con ciò che gli uomini chiamano la morale…

 

 

B.     in attesa delle garanzie sperimentali, volgiamoci al più alto e puro, cioè…

 

 

Procediamo e incamminiamoci ancora per un tratto senza doverci preoccupare di dimostrare le nostre asserzioni in base alla regola di dover produrre delle ragioni o delle prove… Ci si scuserà, ma non crediamo troppo a ragionamenti e prove, specialmente a quelle scientifiche o reputate tali, quelle che giustamente delle strane e curiose superstizioni hanno al presente innalzato agli onori della ribalta. Preferiamo la prova dei fatti, che ci verrà da sé, senza nessuna sollecitazione, né forzatura, grazie alle incursioni sperimentali che i nostri lettori saranno ben in grado di compiere in terra incognita

 

Riteniamo tuttavia indispensabile, prima di affrontare i capitoli sulla pratica, precisare chiaramente cos’è l’azione magica nella sua concezione più alta e pura. Ci limiteremo peraltro all’essenziale e procederemo il più rapidamente possibile. Ma che i nostri lettori stiano pronti: un’estrema attenzione è indispensabile. E’ dal fatto che si trascura o si lascia passare un dettaglio che, il più delle volte, capiti che si perda la visione d’insieme in tutta la sua ampiezza…

 

 

… a questo “stato d’amore” mistico che è, per consenso universale, lo stato degli stati…

 

 

Questa condizione ideale di azione magica può portare e porta molti nomi diversi, in Oriente e in Occidente, secondo le religioni, le sette e le stesse filosofie: Samadhi, Illuminazione, Incanto, Satori, Estasi, Contemplazione, Pace, Serenità, Beatitudine, Felicità, Gioia, Santità, Amore, Plenitudine, Unione, Reintegrazione, Fusione ecc., o ancora: paradisiaca, nirvanica, divina, angelica ecc. ecc…

 

Ora, quale che sia l’aspetto più facilmente appreso o studiato, immaginato o concepito, - in una parola: il più “umanamente sensibile”? – la risposta, almeno per l’Occidente (il numero delle nuove discipline devozionali lo dimostra ampliamente) è indubbia: l’aspetto erotico… E qui, perché non insorgano equivoci su quanto vogliamo spiegare, porremo subito alcune domande sulle quali preghiamo di non voler scorgere l’ombra dell’irriverenza, della profanazione, della blasfemia, dell’empietà, del sacrilegio o di ciò che vi rassomiglia.

 

-         Gli stati d’amore, anche quelli più mistici e spirituali, quintessenziali e purissimi, non hanno forse la loro radice nella sessualità?

-         La maggior parte dei santi e delle sante non sono, morfologicamente, degli ormonali? Non è forse vero che questi uomini e donne, in gran numero, prima e dopo la Grazia, si sono comportati come dei grandi sessuali?

 

 

e tuttavia non si tratta d’altro che di una trasposizione o sublimazione della sessualità.

 

 

Le domande poste più sopra hanno in se stesse la loro risposta, che verte attorno ad una sola certezza, cioè che non vi è soluzione di continuità tra gli stati naturali e quelli soprannaturali dell’amore, che c’è continuità e non separazione. Ciò va da sé, ecco tutto. Le radici dell’Amore Puro si nutrono della linfa e delle forze dell’amore povero di quaggiù, che ne costituisce l’humus. Mai la signorina Guyon, che fu di questo Amore Puro la raggiante profetessa, non meno di Fenelon che ne fu il più sottile dei propagandisti, né meno di Bossuet che ne fu il feroce e vile censore, ne disconobbe o rinnegò le umili, basse e infime origini. Dove starebbe il merito dell’ascensione, oltretutto, se non ci fosse stato da salire?

 

Ciò che è in alto è come ciò che è in basso, insegna la Tavola di Smeraldo. E “come” non significa “identico”, ma soltanto – ed in ciò risiede tutto l’insegnamento – simile, rassomigliante, della stessa essenza o natura…

 

Ora, non basta forse al santo porsi in questo stato affinchè il suo semplice desiderio sviluppi delle azioni magiche?

 

 

Avanziamo di un passo e notiamo quanto segue: tutte le tradizioni del mondo, sia che si tratti di Yoghi, sufi o esoteristi molto in avanti sulla via, di maestri zen o di santi, lo testimoniano: ad un certo punto dell’ascesa – com’è stato al giorno d’oggi il caso di Padre Pio ad esempio – compaiono delle possibilità o dei poteri speciali. L’uomo vede più lontano, sa meglio e di più. Gli basta desiderare in un certo modo perché delle forze si incatenino o si scatenino, si associno, si coniughino e operino. Il miracolo avviene, si impone. I meccanismi magici si sono messi in moto.

 

Mossi da cosa? E come? Grazie alla condizione stessa di colui che ha avuto il desiderio, condizione vibratoria che Alexis Carrel chiama “della preghiera” e della quale proclamava, già nel 1905, la sufficienza a determinare le guarigioni impossibili. Guarigioni causate da una condizione cui si attribuiscono centinaia di nomi diversi ma che abbiamo visto potersi ricondurre a quella più sensibile, costante e semplice, alla condizione d’amore dei santi e delle sante…

 

 

Bisogna però che certi punti siano esaminati almeno en passant, accontentandoci, per guadagnare tempo, di note estremamente succinte e brevi.

 

 

Riguardo le facoltà guadagnate dal praticante grazie al suo accesso a questa condizione:

“Io sono sempre sconvolta, scrive santa Teresa di Avila nel suo “Castello Interiore”, dal potere che esercito sulle anime quando rientro dall’estasi”… Infatti non gli resisteva niente e nessuno dopo uno dei suoi “rapimenti”, e ciò per diversi giorni, tanto durante la vita di religiosa, all’interno dei conventi, quanto in quella vita profana, allorchè sollecitava sussidi per la manutenzione delle sue fondazioni.

 

Riguardo i rapporti tra sessualità e spiritualità

 

 

E’ un fenomeno ben conosciuto quello per cui il praticante, anche se avanti nella pratica, constata spesso e volentieri l’irruzione in sé di energie sessuali molto fastidiose. San Giovanni della Croce fu un giorno visitato nella sua cella da un vescovo di più di sessant’anni che, desideroso di emendarsi, ne era divenuto seguace e discepolo. Quel vescovo, giustamente – tutto può succedere – si impegnò con umiltà riuscendo egregiamente nell’impresa. Ma in quell’occasione, non riuscendo a contenersi, confessò al suo maestro il suo dramma e le tribolazioni, stante il fatto che lui, vecchio libertino le cui fonti – così pensava – si erano definitivamente inaridite da molti anni, le vedeva adesso zampillare di nuovo con terrifica possanza! E nel momento preciso in cui si riteneva prossimo alla Grazia, alla pace divina. Non era dunque un disonesto, un reietto, un ricaduto, un maledetto? Tremava per lo spavento, il Monsignore, e singhiozzava per la disperazione e lo scorno… San Giovanni della Croce, - per nulla turbato, poiché sapeva bene come comportarsi a riguardo – sorrise, poi scoppiò a ridere rumorosamente dicendo al suo visitatore mentre gli batteva sulla spalla: “Ebbene, signor vescovo, perché la carne non dovrebbe partecipare della gioia dell’anima?”…

 

 

Riguardo la virilità dal punto di vista cristiano

 

 

1.      – Se attualmente la chiesa romana impone il celibato ai suoi sacerdoti, cosa che non ha sempre fatto, quella greca ortodossa esige al contrario matrimonio e figliolanza, quindi esercizio della sessualità. Le chiese calviniste o luterane non pretendono alcunchè. E’ tuttavia consuetudine che quei pastori non si sorprendano per il numero dei propri figli! Lutero, a dispetto della pudibonderia che si attribuisce in genere agli “anti-papisti” non si faceva problemi a dichiarare pubblicamente: “Non conosco virtù più solide e rispettabili di quelle di cui do prova tre volte per notte, ogni notte, con Caterina, mia moglie”…

2.      Diverse sette si sono periodicamente manifestate predicando che l’uomo, per meglio poter aspirare ai cieli, si dovesse castrare. Queste stesse sette, tacciate di eresia, vennero condannate dalla Chiesa di Roma e nei concilii. Anche Origene, avendo sacrificato a Dio la propria virilità, venne accusato di eresia e fu solo il timore di uno scandalo di grosse proporzioni da parte della Chiesa che lo salvò dalla scomunica.

 

 

Riguardo il cattolicesimo e la sessualità, l’amore, il matrimonio e l’atto carnale:

 

 

Se taluni si sono scandalizzati per le nostre posizioni nei confronti della sessualità in generale, avranno tutto il tempo, grazie ai testi che seguono, di scoprire che è la medesima posizione del più puro, stretto e ufficiale cristianesimo… Questi testi sono stati pubblicati dagli “Studi Carmelitani” che padre Bruno di Gesù-Maria dirige con acuto senso dei veri valori dell’anima e del pensiero. I testi sono dell’abate R.-H. Barbe, dottore in medicina.

 

 

Per il cristiano, unico dovere è quello di amare.

 

 

E’ un guaio della nostra lingua quello di chiamare con la stessa parola il commercio carnale e l’unione dell’anima con Dio. E’ una difficoltà, ma non spiacevole: nasconde e mostra allo stesso tempo il bel mistero di una profonda analogia, di un’identità nel cuore stesso della diversità. Perché l’amore umano, in tutto ciò che rappresenta, è l’immagine dell’amore divino.

 

Le gioie dell’amore divino sono inesprimibili, motivo per il quale i mistici non sanno renderlo che con le parole dell’amore umano, scandalizzando coloro che non vogliono riconoscere la legittimità dell’analogia…

 

L’uomo è un animale, e bisogna che lo sia – perché Dio è adorabile in tutte le sue opere. La sessualità non è né una caduta né una trappola; tra gli esseri viventi è il più umile gradino dell’amore.

 

Come la generazione umana è l’immagine e l’analogo della generazione divina del Verbo fatta dal Padre – così l’unione coniugale (due persone in una sola carne) può esser detta immagine di quest’unione d’amore del Padre e del Verbo (due persone in una sola essenza) da cui deriva lo Spirito Santo.

 

 

Riguardo la continuità ascendente dalla sessualità alla spiritualità

 

 

Il cattolicesimo, lo si vede bene, non si oppone affatto alla tradizione esoterica che rappresentiamo, per lo meno in ciò che concerne gli elementi fondamentali. Ciò che desideriamo venga recepito da tutto ciò è:

 

-         Innanzitutto noi non affermiamo una tesi eretica, limitata e priva di ogni referenza e garanzia.

-         Secondariamente affermiamo che la sessualità è perfettamente ammessa come fondamento e base per una salita verso Dio.

-         Infine, gli “stati d’amore”, per elevati che siano, sono inevitabilmente connessi con le forze della carne e, di conseguenza, i poteri soprannaturali attribuiti ai santi sono, almeno in parte, funzione e risultanza di queste ultime forze.

 

 

Riguardo le possibilità derivate da questa continuità ascendente

 

 

Tali forze o possibilità, pur manifestandosi spontaneamente solo tra i santi o i loro omologhi (e il più delle volte inconsciamente), sono altrettanto reali, anche se con diverse gradazioni di potenza, in ogni detentore di una sessualità normale e, a maggior ragione, di una sessualità superiore ovvero meglio incanalata e condotta…

 

 

Ora, bisogna dirlo, tutta la magia…

 

 

…tutta la magia sessuale verte in ciò: nell’instaurazione, creazione, percezione e comprensione di questa “risalita” dell’energia sessuale, poi nella sua sublimazione, manipolazione, adattazione, applicazione ed utilizzazione a fini leciti o illeciti, ma consapevoli…

 

 

Rimangono gli stati sessuali spasmodici…

 

 

…dei quali vedremo a suo tempo come e in cosa corrispondono alle condizioni estatiche, a quelle di unione, fusione, rivitalizzazione o annullamento di cui i più grandi mistici non cessano di parlare. Ne abbiamo già detto abbastanza fin’ora, peraltro, affinchè vengano utilmente condizionati, giustificati o fondati, da una parte gli intenti che seguiranno, dall’altra le suggestioni sperimentali che saranno eventualmente formulate (vedi, in fine volume, il capitolo delle note e aggiunte)…

 

 

…e della sessualità, che ne è la costante, indispensabile, produttrice e dispensatrice

 

 

L’amore, è attrazione. Se si preferisce: il bisogno di unione, di complementarietà, di scambio. Il sesso ne è il centro, il cardine, lo strumento ed il mezzo, la leva ed il supporto. In esso e per esso si esprimono le eterne e primordiali esigenze, le continuità e le interruzioni. Su tutti i piani, compreso quello che sembra esserne il più lontano, il sesso catalizza, polarizza, determina e comanda. Era saggio quel vecchio matematico greco che diceva: “senza la sacra yoni[1] di Venere non saremmo assolutamente in grado di dimostrare le proprietà del triangolo…”.

 

Cosa importerebbe agli uomini delle proprietà del triangolo, infatti, in un universo in cui non ci fossero donne con cui o per cui prendere coscienza di se stessi, dell’amore, della bellezza, delle arti e delle scienze?

 

 

Un particolare eretismo è alla base di tutte le conquiste…

 

 

Volete una prova più ovvia dell’indispensabilità in tutte le cose della presenza dell’elemento amore o sessualità? Si consideri semplicemente che, sia nell’arte che nella scienza, l’uomo non è mai riuscito veramente senza aver amato la sua impresa. I gusti ci guidano. Solo gli appassionati compiono meraviglie. E le portano a compimento nell’ambito della loro stessa passione.

 

Osservate un vero pittore dipingere o un vero matematico intento ai suoi calcoli oppure un ardente politico nei suoi maneggi. Sono tutti quanti in un autentico stato secondo che altro non è se non una particolare condizione di eretismo.

 

In essi si produce un transfert in modo del tutto spontaneo, grazie al solo stimolo dell’attrazione o dell’appetenza. Le loro capacità sessuali di “amorosità”, giustamente polarizzate, funzionano in pieno. Tutti i loro nervi sono tesi all’unisono, tutte le loro forze convergono e si concentrano verso una sola direzione. Essi sono degli amanti. Amanti della musica, della sociologia, della numismatica così come altri lo sono di una collezione di francobolli, di una donna o del Cielo… Non è forse in questo senso che san Paolo diceva che il Regno dei Cieli era dei violenti?

 

Sappiamo che i numerosi traduttori dei testi paolini sostituiscono “violenti” con “ardenti” o “appassionati”. In ogni modo, se si rimane all’idea di violenza, bisogna pur concordare che tale violenza non potrebbe essere che quella dell’amore…

 

 

In ciò consta la grande arte: sublimare…

 

 

Da tutto ciò consegue che i grandi sessuali, sono fin dal principio e sotto tutti gli aspetti dei grossi privilegiati. Dispongono di un torrente di vitalità allorchè gli altri hanno solo un ruscelletto. Tutto il problema, per essi, consiste nel non farsi sopraffare e dominare da questa sessualità, ma di dominarla, cosa che non è per niente facile, del resto. In questo è la grande arte: deviare, canalizzare, sublimare.

 

 

Il caso Musset

 

 

Musset correva dietro alle ragazze, accumulava le avventure e, di tanto in tanto, si innamorava seriamente. Se gli accadeva di venire lasciato dalla sua bella, era un dramma. La gelosia lo tormentava spaventosamente. E’ sempre stato così per i grandi sessuali, fatalmente, perché la pulsione degli istinti è maggiore. Mai, in condizioni normali, avrebbe pensato di sbandare a quel modo. La sua poesia era il prosieguo naturale dei suoi amori. Aveva abbastanza tono per entrambi…Ma, non era così quando soffriva. Bisognava ad ogni costo che sbandasse, che sublimasse e poetasse. Si metteva pertanto a bere in modo sistematico, sfasando il suo spirito per mezzo dell’ebrezza e utilizzando questo sfasamento per porsi in una sfera di irrealtà in cui il dolore perdeva d’intensità e nocività… faceva insomma, ma in grado minore, quello che fanno certi derelitti con l’oppio o la cocaina…

 

 

Il caso Schiller

 

 

A dire il vero, Schiller non fu un grande sessuale. Se ci siamo pertanto presi il diritto di annoverarlo come tale, è perché seppe utilizzare la sessualità nel modo più efficace e preciso possibile per giungere allo scopo. Mancava di spirito, di energia o di tono, cosa che gli succedeva spesso, del resto? Apriva allora il cassetto della sua scrivania, dove faceva in modo di conservare sempre delle mele in procinto di marcirsi. Quell’odore aveva il potere di svegliare in lui degli specifici centri di forza e di porlo in stato fisico di erezione. Non aveva certo a disposizione delle ragazze nella stanza accanto, come Buffon. Il suo fine, d’altronde, così come il suo desiderio, non era quello di correre dietro alle sottane. Era quello di scrivere. Si sforzava dunque di irraggiare verso il mentale quell’afflusso di energia che, puramente sessuale in partenza, si trasformava in forza poetica alla fine. Orbene, tutti lo sanno, non è vero? Schiller fu uno dei più puri e sommi autori che si possano menzionare.

 

 

Utilizzo sistematico della forza primigenia

 

 

Consideriamo l’universo come un campo di induzione. Consideriamo noi stessi, come degli indotti. Constatiamo che una forza primigenia, essenziale, una forza “dal basso” – corrispondente alla libido di Freud, se si preferisce – si irradia in noi in virtù di questa immanenza, di questa induzione cosmica.

 

Tale forza, che è la forza essenziale della vita, si sprigiona naturalmente e principalmente a livello sessuale. Ma è in nostro potere, grazie alla sessualità stessa e ad azioni psichiche appropriate, incanalarla verso altri centri di elaborazione o attività, sia allo scopo di agire su se stessi che sugli altri…

 

Ci sono, in tali ambiti, dei metodi di allenamento, di preparazione e, se possibile, di riuscita? Sì, certamente. Ma nessun metodo è buono per tutti quanti. Bisogna sempre procedere ad un lavoro di adattamento e riconversione. Quindi non è possibile, salvo l’esame di qualche caso individuale assai specifico, far altro che indicare le direttrici, porre i termini del problema e formulare degli indirizzi generali. Aprire, insomma, il ventaglio delle possibilità…

 

Il resto, è in mano a Dio! Chi può capire capisca, e che ognuno faccia il suo gioco, la sua scelta, il suo raccolto e la sua messe…

 

 

L’insieme e il dettaglio

 

 

Sono già due o tre volte che ripetiamo gli stessi concetti, come si sarà notato. Ma non abbiamo fatto queste ripetizioni in modo…ripetitivo. Bisogna considerarne le diverse sfaccettature, le funzioni del contesto o i punti di partenza. E proprio tali sfaccettature son forse quelle che conviene prendere in considerazione affinchè si possa avere un quadro omnicomprensivo della situazione, nelle sue esatte prospettive e nella sua vera luce.

 

 

DELL’AZIONE MAGICA INDIVIDUALE

 

A. – su se stessi

 

Partiamo dall’esempio più schietto e significativo da noi fin qui addotto, quello di Schiller… C’è da credere che moltissimi individui utilizzino lo stratagemma del grande lirico senza accorgersene. Questo mezzo consiste essenzialmente in una deviazione della tensione erotica che, distolta dal sesso, va a dinamizzare, rigenerare o semplicemente a nutrire e sostentare altre attività sia fisiche che mentali.

 

Sono ormai un numero infinito gli innamorati che, rimasti senza il loro amore, ingannano o manipolano il loro desiderio sessuale imponendosi degli sforzi fisici o intellettuali con cui si esauriscono e si placano. E anche lasciando da parte i casi delle anime religiose tormentate dal demone della carne, quanti altri casi si possono citare di questa lotta per transfert, spesso così frenetica tanto da giungere fino alla pratica delle mortificazioni?… Si possono anche citare, a dozzine, quei capolavori che non avrebbero mai visto la luce se moltitudini di artisti avessero voluto “evacuare” certi ardori congestionanti.

 

Pensiamo anche ai giovani, specie gli studenti, e domandiamoci cosa sarebbe delle loro prime emozioni d’amore, se non le soddisfassero, il più delle volte, con lunghe ore di febbricitanti discussioni o di studio? Deviare, in questo campo, è dunque un fatto comune. Più o meno l’hanno fatto o lo fanno tutti quanti. Bisogna però deviare nel modo giusto, cioè con coscienza e metodo. Inoltre fare in modo che non ci sia, per accidente, un superaccumulo o una congestione di forze, ma badare a che questo tipo di energia sia sempre presente in noi, intensificabile e suscettibile di utilizzo.

 

 

Cos’è, infine, questa famosa forza sessuale, se non una forza “neutra e indifferenziata”?

 

 

Cosa ci faceva, Schiller, con le sue mele? Provocava in sé (probabilmente grazie ad un riflesso condizionato del tipo descritto dal Pavlov) una tensione erotica che, del resto, non aveva nulla d’erotico, nel senso che generalmente si da a questo termine. A che pensava infatti durante le sue ore di lavoro? Basta leggere le sue opere per saperlo: alla grandezza delle anime o alla nobiltà dei cuori… In breve, creava in sé una tensione che possiamo ben dire erotica, perché la fonte si trova là, nel centro della sessualità, ma che si definirebbe meglio come “principiale” ad esempio, o “basilare” o “fondamentale”.

 

A partire da subito, d’altronde, noi rivendicheremo occasionalmente il vantaggio di tale prospettiva e utilizzeremo allora, di conseguenza e nel senso che stiamo attribuendogli, gli aggettivi messi prima tra virgolette. In più, si noti bene questo:

 

Questa forza in origine è differenziata? Cioè: è in se stessa in un modo o nell’altro prima che penetri in noi? La tradizione che rappresentiamo afferma il contrario; che si tratta di una delle grandi forze “neutre” che animano l’uomo, senza nessuna qualificazione anteriore, come l’aria per esempio… Si dice che è sessuale perché pervade dapprima gli organi sessuali, ma va ben oltre in realtà. Nei suoi confronti si commette lo stesso errore che se si dicesse a riguardo dell’aria che quest’ulitma è la forza linguale o laringea perché, prima di andare ai polmoni, va alla lingua e alla laringe… Ma ritorniamo a noi:

 

 

Dispersione naturale e diffusione volontaria della forza

 

 

Diciamolo subito: fondamentale, basilare, principiale o neutra che sia, si è avuto tutto l’interesse a sollecitare questa forza o a prenderne coscienza nella sua modalità sessuale. E’ più facile in quanto meno astratta o, se si vuole, più tangibile e concreta. Più comoda, perché in quello stato si apprende un elemento più consueto e meglio conosciuto. Ma è solo una comodità, che conviene conoscere…

 

In seguito, dopo aver chiamato e percepito tale forza, cosa se ne fa?

 

-         o la si lascia disperdere in sé (il che avviene per osmosi, più o meno completamente, uniformemente o rapidamente);

-         o la si diffonde volontariamente, per semplice desiderio o polarizzazione psichica, nelle zone e nelle proporzioni volute.

 

E questo è tutto… Ci sono tecniche estremamente più complicate, che si avvalgono della respirazione, delle contrazioni muscolari, di pressioni e doppie pressioni, delle risalite canalizzate lungo la muscolatura, i nervi o il midollo spinale ecc. E’ dall’inizio tuttavia che bisogna cominciare e non se ne caverebbe nulla all’inizio. In questa disciplina, nel momento della chiamata o della percezione della forza, è necessario giungere fino allo stato fisiologico dell’erezione? Assolutamente no. Si raccomanda anzi di essere estremamente parchi… L’erezione costituisce già, in se stessa, una consumazione o perdita di forza. E’ dunque preferibile provvedere immediatamente alla diffusione, alla polarizzazione e al transfert cosciente.

 

Andiamo avanti, ora, per maggiore rapidità, come abbiamo già fatto, con brevi annotazioni.

 

 

Referenze

 

 

Un certo numero di autori – citeremo i più dotti, attenti e autorizzati -, Emmanuel Aegerter e Mircea Eliade, hanno studiato i fenomeni della “risalita” e della trasmutazione volontaria delle forze sessuali nell’organismo umano, senza mai negarne le molteplici possibilità e realizzazioni.

 

 

Ipervitalità e superpotenza

 

 

C’è un limite alla quantità di forze che in tal modo si possono richiamare, captare e utilizzare? Non lo crediamo. Si potrebbe anche supporre, volendo, che una volta dato l’avviamento o la messa in moto, le forze affluiscano nella stessa misura con la quale vengano poi consumate. Si stabilirebbe un ciclo continuo, in cui l’erogazione è regolata dall’utilizzo che se ne fa…

 

L’organismo funziona allora come una specie di “bagno fluidico”. Nulla cigola o sfresa. La macchina procede spedita e veloce, a pieno regime… La fatica è soppressa ma, verosimilmente, non per sempre. Giunge il momento – molto più tardi del normale – in cui questa si impone. Si tratta allora di una giusta fatica, che richiede il riposo degli organi e non la loro sostituzione o riparazione. Non c’è esaurimento né stallo. Il riposo è tranquillo, ristoratore, come dopo una lunga camminata tonificante in montagna, ad esempio… C’è quindi, per collegamento con la forza o radiazione fondamentale, un’indiscussa fonte di ipervitalità e superpotenza…

 

 

Vantaggi qualitativi delle forze drenate a livello sessuale

 

 

Qui, si deve segnalare un particolare tra i più profittevoli: questa sorta di captazione della forza determina un  apporto quantitativo, perché si verifica un aumento del tono energetico, ma anche, per le anzidette ragioni, specificamente magiche, un apporto qualitativo.

 

Forze drenate a livello sessuale, precisiamolo: drenate dopo il passaggio della soglia di differenziazione, cioè dopo una sufficiente impregnazione sessuale, possiedono evidentemente molta più capacità attrattiva. Sono quest’ultime, in condizioni normali, che suscitano l’attrazione della donna per l’uomo e dell’uomo per la donna. Si tratta sicuramente della più naturale di tutte le magie… Ora, anche se deviata, sublimata e trasmutata, l’impregnazione sessuale permane ed agisce, attraendo dai diversi piani dell’universo ciò che corrisponde alla data polarizzazione psichica…

 

Si dice che l’uomo tutto teso ad uno scopo, cioè con un orientamento o vocazione precisa, raggiunge sempre questo scopo perché attrae invariabilmente ciò che gli abbisogna spiritualmente, materialmente, affettivamente ecc., compreso il favore delle circostanze. Le nostre precedenti note possono spiegare il meccanismo di questo tipo di riuscite, anche se il metodo “Schiller” non viene applicato sistematicamente. Possono anche giustificare la verità presente nel vecchio adagio: al buon giocatore, la palla va incontro…

 

 

Luoghi speciali di captazione: (captazione per promiscuità – sovraffollamento – vampirismo – ecc.)

 

 

Segnaliamo inoltre, a titolo di cronaca, che la forza fondamentale può venire captata più facilmente, nel suo stato indifferenziato, in certi luoghi piuttosto che in altri: montagne o foreste, per esempio. Su questa terra ci sono dei centri naturali di forza, dei punti favorevoli (ove si svolgono certe cerimonie, come le Homénies in Bretagna) e dei centri correlati (allineamenti di Karnac). Di tutto questo, peraltro, non si conosce più il modo per trarne vantaggio.

 

E’ molto più agevole, del resto, captare forze già sessuate in occasione di determinate situazioni di promiscuità, quelle, per esempio, offerte da donne nubili o caste da molto tempo, che spesso possiedono un potenziale tale che le congestiona e per le quali c’è talvolta il considerevole interesse, così come per il loro equilibrio fisico e psichico, a che vengano liberate. Liberandosi da se stesse, se le capacità di comprensione glielo permettono, applicando correttamente i metodi di deviazione e sublimazione che adesso indicheremo…

 

A questo punto si potrebbe sviluppare un altro capitolo, dedicato alle diverse forme coscienti o incoscenti di vampirismo. Ma non ne è il caso. Quello che è più interessante aggiungere, a nostro parere, è a livello individuale e dobbiamo farlo, logicamente, in questa sede. Ma per ragioni evidenti di per se stesse lo faremo non subito, ma ce ne occuperemo nei capitoli intitolati: “dell’animazione progressiva” e “della potenza massima”.

 

 

C.     – su altri, sulle circostanze o due alla volta…

 

 

Quella che conta non è la sessualità, ma la forza che essa permette di captare.

 

 

Conviene non perdere di vista, assieme al supporto essenziale, il “vibratore” destinato a creare le risonanze[2] volute nell’insieme psichico e fisico di colui che sprigiona cioè “la possessione sessuale o erotica” descritta in precedenza, utilizzata in condizione di rilassamento generale, senza contrazioni di alcun tipo, come se si dovesse, per esempio, vivere una gradevole fantasticheria…

 

e questo – mi si comprenda bene -: anche se si trattasse di ottenere i favori di un esaminatore o di un revisore di conti, anche se si trattasse di ottenere un posto di lavoro più importante o un impiego più remunerativo.

 

Speriamo che lo si sia capito bene: non si deve utilizzare la forza sessuale come tale, ma solo, mediante una percezione sessuale pressocchè del tutto simbolica, la forza fondamentale essenziale…

 

 

Agire sulle circostanze! Sì, ma…

 

Credere di poter modificare il corso degli eventi, cioè agire sulle situazioni, è la più assurda e pericolosa delle illusioni. Ciò che si può fare e che si fa davvero in certe condizioni, sia con magia individuale, sia con magia associativa di coppia, è quello di modificare la propria posizione in rapporto al corso prestabilito delle cose, in rapporto a ciò che deve o dovrà succedere normalmente… Un’immagine ci permetterà di capire:

 

Io voglio arricchirmi, cosa che la concatenazione delle circostanze volute dal destino generale degli uomini non permette. Posso far sì che questa concatenazione prestabilita si modifichi? No di certo. E’ immutabile. Ma questa fortuna che non è stata prevista nei miei confronti lo è stata invece per altri. Ed ecco ciò che posso fare: una sorta di permuta, uno scombinamento, un cambio di posizione con una di queste persone…

 

E’ lecito tutto ciò? Ognuno risponda come crede. Noi, adesso come adesso, ci limiteremo a fare delle piccole domande: E’ possibile che uno riesca a vivere a lungo assumendo il destino di un altro, cioè, insomma, con documenti falsi e in una pelle che non è la propria? Non sarebbe il caso di rinunciare a delle complicazioni e degli accidenti?

 

 

L’autentico meccanismo…

 

 

In questo campo ciò a cui bisogna prestare bene attenzione è:

 

1.- Non si può mai agire sulle circostanze, in nessun caso. Gli Dei stessi sono vincolati a questa regola. E’ saggio conformarvisi.

2.- Una permuta magica non è assolutamente scevra di grossi rischi.

3.- Del resto, - e questa è la legge delle leggi – le cose ci succedono in ragione di quello che siamo, noi le attiriamo con il nostro comportamento, atteggiamento, attitudine e costanti interiori…[3]

4.- Nulla impedisce di modificarci – di provarci, perlomeno – il che comporterà necessariamente, se ci riusciremo, la modificazione del nostro destino…[4]

 

 

e l’autentica tecnica della modificazione magica del destino.

 

 

Cambiare se stessi in positivo e porsi nell’attitudine interiore che magicamente sia la più efficace, deriva da una tecnica cui abbiamo già fatto allusione preannunciandola nei capitoli successivi “dell’animazione progressiva” e “della massima potenza”. Quali che siano, del resto – sessuali o no – le istanze magiche che si vogliono assumere, conviene comunque possedere un certo numero di nozioni, qui di seguito riassunte:

 

 

NOZIONI E PAROLE-CHIAVE

 

 

Intenzionalmente, così come chiede la Tradizione, cominciamo ad enumerarle senza un ordine logico. L’interesse, il valore e l’importanza di questi dati variano secondo le necessità, i caratteri, i punti di vista e le circostanze. Sta a ciascuno, pertanto, stabilire una sua propria classificazione. E ciascuno, così facendo, giudica se stesso.

 

1 Tutte le intraprese andranno a buon fine per mezzo della tua propria irradiazione.

 

2 Ama il tuo prossimo come te stesso e tutti i poteri ti arriveranno. Potrai così usare di questi poteri senza timori o rischi se ami veramente il tuo prossimo come te stesso.

 

3 Se non regni, per e secondo il cuore, non potrai regnare che per o per mezzo dell’impostura.

 

4 Non riuscirai mai nel creare, respingere, attirare o portare all’esterno se non l’avrai già saputo fare all’interno di te stesso.

 

5 Tutto ti viene dall’invisibile e lì ritorna.

 

6 Non puoi conoscere o disporre di una cosa o di un essere se in te non c’è qualcosa di simile a quest’essere o a questa cosa.

 

7 Gli stati emozionali, affettivi, mentali e psichici si trasmettono da se stessi, più o meno facilmente e velocemente, senza che mai lo impedisca la distanza, per semplice irradiamento o emanazione, tenuto conto di un certo numero di fattori, come: a) intensità, potenza, durata e percussione dell’emissione; b) ricettività generale o particolare del soggetto considerato; c) affinità, sintonie, simpatie, corrispondenze organiche o funzionali dell’emettitore e del recettore o, al contrario: opposizioni, irriducibilità ecc.

 

8 Né il tempo né lo spazio hanno importanza. Tuttavia è meglio orientarsi spazialmente nella direzione del soggetto che si vuole raggiungere e non emettere o lanciare niente che non sia “al presente”. Pensare al passato, è guardare un morto. Pensare al futuro, è pensare un essere che non è ancora nato. L’azione si estrinseca nell’immediato o non si effettua affatto.

 

9 Un operatore dotato - se tale si considera - acquisisce rapidamente (nel giro di qualche mese) abbastanza sensibilità da sentire se “si aggancia”, se entra realmente in contatto col suo soggetto e se lo influenza per davvero. In seguito - se non devia e si conduce bene - può misurare la propria azione e, di conseguenza, dosarla, rettificarla, assottigliarla, renderla più efficace, profonda e duratura.

 

10 Non bisogna mai colpire, ma sempre procedere con leggerezza, con dolcezza e avvolgimento. Insinuare, suggerire, impregnare, progresssivamente, a passo di gatto. Tutto è perduto o quasi, se si suscita una reazione.

 

11 L’operatore deve considerarsi, nei riguardi del suo soggetto, come muoventesi attorno ad una persona avvolta da un sonno leggero e dirsi che, se si sveglia, ci sono buoni motivi a che l’incantesimo si rompe.

12 La maggior parte degli operatori commette l’errore mostruoso di comportarsi come se il loro soggetto avesse gli stessi sentimenti, gli stessi desideri e la stessa psicologia di se medesimo. Come, in tali condizioni, non rischiare di inciampare sulla soglia? Se il soggetto è gatto, è da gatto che bisogna trattarlo, a seconda e in funzione del carattere che hanno i gatti. Del pari se è passero, cane o porcellino.

 

13 Non si combina mai nulla di buono in stato di contrazione, di impazienza, di nervosismo o di collera. La calma è una necessità primordiale. Armonia e serenità sono delle garanzie di successo. Felicità, amore e gioia ne sono la certezza.

 

14 La tua volontà non agisce se non è incanalata nella volontà di Dio, o associata ad essa, rapita da essa, o in essa fusa. In tutti gli altri casi puoi ben considerarla inefficace e inutilizzabile. E’ una falsa leva che ti affannerai invano di muovere. E’ il pensiero che agisce, soprattutto nella sua forma immaginativa. Se tu sai pensare i tuoi pensieri, essi penseranno per te, si uniranno, alleeranno, raddoppieranno, caricheranno, moltiplicheranno e lavoreranno al punto che ciò che avrai pensato succederà infallibilmente.

 

15 Il desiderio affila, porta, affina, nutre, anima, densifica, intensifica, e rende l’immaginazione incisiva, dominatrice e trionfante.

 

16 Porteresti una bomba di cannone fin sull’obiettivo a spalle? La si spara. Così pure bisogna fare per la “fattura”. E precisione, rapidità, sicurezza ed efficacia derivano dalla potenza stessa della percussione, la migliore essendo quella che si effettua nel tempo più breve. Una frazione di secondo è sufficiente. Un’intero secondo è troppo, troppo davvero, a meno che non si tratti di percussioni consecutive, ben ritmate, singole e nette, ben “aguzze”.

 

17 Ogni forza e potere risiede nel vuoto dove ogni cosa deve primieramente essere realizzata, prima di nascere nello spazio e nel tempo.

 

18 Se vuoi turbare, devi turbarti. Se vuoi che ti si ami, ama. Non si riceve in azioni e ascendenza che in similarietà. Una cosa attira o crea il suo stesso corrispettivo.

 

19 Modella il tuo essere in forma di una lampada armoniosa. La fiamma vi discende da sola dal cielo.

 

20 Nulla nasce senza una matrice. Di ciò che brami, desideri o vuoi, di conseguenza, fabbrica degli stampi vuoti, e lascia fare alla natura. Essa li riempirà. Il positivo non è mai sorto dal negativo, il pieno dal vuoto. Dov’è che si forma il nascituro? In una cavità virtuale.

 

21 Se formuli il tuo desiderio, fallo articolando e vibrando con la gola, con il pensiero e con tutto il resto del corpo. Nella gola risiede ciò che, nell’uomo, corrisponde ai misteri del Verbo, ai segreti e alle feconde coniugazioni dello spirito, del mentale e della carne, ed è dalla gola che si unificano, concentrano e accordano, per produrre, le vibrazioni suscettibili di fruttificare.

 

22 Se la “fattura” non agisce, o agisce poco, “appoggiatela sul respiro” e spingete dolcemente il respiro verso il soggetto, in modo che questo lo colpisca successivamente in diversi punti del corpo e poi lo avviluppi interamente.

 

23 Potete in tal modo creare, per visualizzazione o sensazione interiore, un circolo del respiro che va da voi al soggetto poi vi ritorna e di nuovo riparte verso di lui, regolarmente e ritmicamente, armoniosamente, senza scosse, come uno zefiro gradevole che potrete, se lo intuite o credete utile, animare di una pulsione ogni volta di più intensa e cadenzata.

 

24 Al posto di (immaginare di) vedere e toccare questa o quella parte del corpo, potete ugualmente - soprattutto se si tratta di una trasmissione elevata e pura - concentrarvi sopra la testa, nel punto in cui i pittori ecclesiastici hanno convenuto di raffigurare l’Angelo custode.

 

25 Se volete aiutare qualcuno a trarsi d’impaccio o da una malattia, a correggersi da un difetto o a liberarsi da un’unione sfortunata o che voi giudicate tale, non pensate all’impedimento o alla malattia, ancor meno al difetto o al coniuge ma unicamente a trasmettere salute, gioia o pace.

 

26 Se  avete la sensazione che le vostre onde di pensiero non raggiungono il soggetto o che questo è indifferente, chiamatelo di fronte a voi, come chiamereste per strada un amico che non vi ha visto, o scrollatelo gentilmente su una spalla, o soffiategli sugli occhi come fanno gli ipnotizzatori per svegliare gli addormentati.

 

27 Non dimentichiamoci mai che la “fattura”, se non raggiunge il suo scopo e non sortisce l’effetto desiderato, torna all’emettitore e agisce su di lui, nel modo in cui avrebbe voluto che avesse agito sul soggetto. E’ il “colpo di ritorno”? Si e no, dipende dalle circostanze. Se si tratta di una “fattura” effettuata per amore e che è fallita, c’è ritorno, almeno all’inizio, ma senza contraccolpo. Ritorno puro e semplice all’emettitore, ma con obbligo per quest’ultimo di gustarsi personalmente la propria merce! Tanto peggio per lui se non è di sentimenti schietti e leali. Tanto peggio per lui se ha abusivamente desiderato i vantaggi di un’amore di cui sarebbe il solo, in definitiva, a sostenerne il peso e le responsabilità. Che questo peso divenga troppo pesante e che lui se ne liberi con il suicidio, potrebbe succedere. In questo caso c’è il “colpo”. Ora, quando arriva in ritardo, un “colpo” può essere anche più forte... Se si tratta di una “fattura a morte” le cose, al principio ben inteso, non vanno più lentamente. Si verifica che la deflagrazione riflessa è immediata e si verifica nell’istante stesso della prima proiezione.

 

28 Quanto ai mezzi di protezione contro il “colpo di ritorno”, bisogna parlarne al singolare. Non ce ne è che uno, ma garantito: non fare altro che delle “fatture” ben fatte.

 

29 Ci sono mezzi di protezione contro le “fatture”? Certamente. Sono molto numerosi quei bottegai dell’occultismo che mettono in vendita ogni specie e sorta di pentacoli, talismani e sacchetti di alta malizia, paraphernalia, polveri di Perlimpinpina, specificamente adattati al caso e ai portafogli di vecchie folli e di giovani deliranti. Invero, non ce ne è che uno di infallibile - qui bisogna ancora parlare al singolare - che sta in una frase, eccola: “sforzarsi di salire”. Poiché coloro che si trovano al di sopra di ciò che è lanciato e di chi lancia o che, semplicemente, si sforzano di sorpassarsi, non vengono mai colpiti - se non da delle ottime “fatture”. Essi vengono presi in custodia, protetti e difesi.

 

30 Il Regno di Dio è in mezzo a voi.

 

31 Trovate il Regno e tutto vi giungerà in sovraccredito.

 

32 Quando desiderate una cosa, pensate di averla ricevuta e l’avrete per davvero.

 

33 Che ti sia dato secondo la tua fede.

 

34 Entra in te stesso. Trova la scaturigine. Prima del tuo respiro. Nel segreto del tuo cuore. Là risiedono tutti i segreti del potere.

 

35 Sii. Conosci te stesso. In essenza però. Trova e libera il tuo essere profondo, colui che è fatto di eternità.

 

36 Chi conosce la risolutezza non muore più e ha potere su tutti gli esseri e le cose del cielo e della terra.

 

37 Dubiti di Dio? Attenzione, sta arrivando il diavolo.

 

38 Nulla è sconosciuto all’uomo che non conosca la sua propria mano. Poiché l’uomo non possiede le idee, i pensieri, i fluidi e le forze, e, per loro mezzo, gli animali, gli angeli, i demoni, le bestie, gli altri uomini e le cose, se non come maneggia l’argilla con le dita per farne dei vasi o delle tazze.

 

Ora, che significa manipolare? Ne abbiamo già parlato, ci sembra: è, in breve, percepire il sottile nella sua realtà concreta – non con l’organo della vista fisica beninteso ma con un altro, puramente psichico – e coglierne le concatenazioni e i rapporti, sperimentandone le correnti e le forze e cercando di conseguenza, ma fino a un certo punto, è chiaro, di trarne un certo vantaggio per modificazione, rinforzamento o deviazione di questi o quei circuiti e connessioni…

 

Soprattutto non ci si autoinganni! I più grandi maghi vanno a tentoni, così come i cosiddetti scienziati. Il loro sapere, da molti punti di vista, non è così diverso da quello dei fisici, dei medici o dei chimici. I contatti tra loro, benchè le metodologie non si rassomiglino, sono frequenti e significativi, non foss’altro perché hanno un grosso pezzo di strada in comune che permette di dire: entrambi sono umani e limitati, entrambi si confrontano con misteri insondabili… Non ci allontaniamo però dal nostro principale intento, che è, al momento, quello della manipolazione. Domandiamoci se è indispensabile conoscerla a fondo prima di sperimentarla.

La nostra risposta sarà netta: prima di sperimentare su se stessi o per scopi perfettamente onesti, leciti e confessabili: no! Molte persone, senza saperlo, sono potentemente dotate e ottengono senza sforzo, anche da pratiche elementari, dei vantaggi importanti. Inoltre, come iniziarsi alla manipolazione senza sperimentare?… Resta il fatto, ancora una volta, che indicazioni utili, nozioni, insegnamenti o messe in guardia possono sempre venire organizzate e fornite…

 

 

DEL TOCCARE “INTERIORE” E DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE

 

A

 

I metodi o procedimenti, suscettibili di provocare l’apertura del toccare psichico, sono numerosi. Alcuni sono ideati unicamente a questo scopo. Altri, la maggioranza dei sistemi mistici ad esempio, non se ne occupano quasi per niente. Essi sono di gran lunga i migliori. Ne citeremo alcuni, a cominciare da tutti quelli che si fondano sull’interiorizzazione o la utilizzano.

 

-         Gli esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola.

 

-         Lo Yoga devozionale della signora J.-B. de la Mothe-Guyon detto “Il Mezzo Corto” il quale, nei suoi capitoli iniziali, fornisce tutte le possibilità che si cercherebbero invano, per altri scopi, nelle praterie, savane e pampas dei testi indù.

 

-         L’insieme delle ascesi esicaste (monte Athos) in special modo la “preghiera del nome di Gesù” che possiede, a riguardo degli elementi eggregorici dell’edificazione cristica, una sorprendente capacità attrattiva, al punto che è necessario limitarne la pratica, almeno all’inizio. I soggetti di grande sensibilità non mancano. Noi potremmo citare chi, privo della necessaria moderazione, si è visto assalito, positivamente assalito, da legioni di entità spesso di dubbia natura. C’è sempre un po di tutto in un eggregoro!

 

-         Dobbiamo citare lo spiritismo? Dobbiamo. E’ un mezzo ma non lo consigliamo, così        come non consigliamo la scrittura automatica e, in generale, tutte le forme passive di medianità. Diciamo anzi che sono pratiche: da fuggire… Queste, seducenti per la loro immediatezza, si rivelano nove volte su dieci pericolose nel giro di poco tempo. Ne conseguono fenomeni di invasamento e possessione. Il reverendo padre de Tonquédec, grande specialista in esorcismi, ne sa qualcosa.

 

-         Rudolf Steiner, in varie sue opere, consiglia di meditare visualizzandola sulla croce degli antichi rosacrociani (sia quella di Lutero, del quale pubblichiamo nella pagina seguente un bozzetto, sia sulla stessa ma ornata da sette o nove piccole rose che formano una ghirlanda da sinistra a destra, al posto di una sola grossa al centro). Questo simbolo beneficia anch’esso, al pari della preghiera del nome di Gesù, di un magnetismo davvero potente e “aiutante”. Si tratta di visualizzare la croce come se fosse realmente davanti a sé. Allorchè ciò si verifica e di conseguenza si è capaci di percepire un’entità creata da un mentale, fosse anche il proprio, si è del pari capaci di percepire delle entità create da altri, e per ciò stesso si è acquisito il diritto di cittadinanza nell’universo tangibile della “mentalità”…

 

-         Un’opera del resto può aiutare in quest’impresa del mondo interiore, quella di J. Lusseyran intitolata. “Ciò che si vede senza occhi”.

 

-         Anche un’esercizio può aiutare, quello di concentrare in un punto che bisogna trovare a tastoni in alto sul palato. Strane immagini appaiono che ne richiamano altre. Infine, un velo si apre…

 

-         Non consigliamo la retroversione oculare (che ha al suo attivo molti danni) né, nel loro insieme, quegli esercizi che portano allo sdoppiamento, anche parziale (sempre pericoloso).

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